Biogas, Iren vuole via libera per fine anno
Presentato il piano industriale con un miliardo di investimenti in Emilia. Bianco: «L’impianto di Reggio sarà il migliore»
«Puntiamo ad avere il via libera all’impianto biogas di Reggio Emilia entro la fine dell’anno». A due mesi dalla marcia di protesta dei 100 trattori, il biodigestore di Gavassa che tratterà i rifiuti organici producendo biometano, per Iren è quasi realtà. Lo è su carta ma ora anche agli occhi degli investitori, ai quali ieri a Milano la multiutility partecipata dai comuni reggiani ha annunciato un maxi piano di investimenti (2019-2024) da 3,3 miliardi di euro in cinque anni.
Di questi Iren punta a riversare un miliardo nella sola Emilia e tra gli snodi industriali principali c’è l’impianto biogas di Gavassa, «il miglior impianto possibile» ha rassicurato ieri l’amministratore delegato di Iren Massimiliano Bianco a margine della presentazione. Si tratta di un impianto che si svilupperà su una superficie complessiva di 166mila metri quadrati con organico e potature che giungeranno dalle province di Reggio, Parma e Piacenza, previsto in avvio entro il 2021. Un investimento già annunciato da 54 milioni di euro ma inserito ora ufficialmente nel piano industriale. Indietro quindi non si torna ed è probabile che la palla passi nelle mani dei reggiani dentro e fuori Iren, chiamati a mediare portando avanti il dialogo con i residenti della zona e gli allevatori che sono fortemente contrari alla creazione dell’impianto.
Sulla bilancia Iren ha messo i maxi investimenti sui territori da una parte, e un crescita sempre più consistente del dividendo dall’altra, con un incremento annuo previsto di circa il 10%. Dal punto di vista finanziario, infatti, l’utile netto a fine piano a 300 milioni di euro. Per il presidente Renato Boero, anch’egli presente ieri nella sala riservata al Park Hyatt di Milano, il piano industriale appena approvato avrà «importanti ricadute sui territori in cui operiamo in termini di creazione di valore. L’attenzione ai territori e alle comunità è evidente anche nella qualità degli investimenti pianificati, dei quali 2 miliardi di euro sono destinati a progetti con impatti positivi in termini di sostenibilità ambientale e sociale. Ci vogliamo porre come soggetto abilitatore allo sviluppo dei territori serviti, aiutandoli ad affrontare le sfide di sostenibilità economica, energetica e ambientale e i nuovi scenari di innovazione nei servizi».
Bianco, solo per l’Emilia, ha previsto la costruzione di due impianti di trattamento dei materiali raccolti in maniera differenziata (il biogas di Reggio e uno di selezione e separazione della carta-plastica a Parma), un nuovo depuratore a Monticelli Terme e 3 nuovi sistemi che immagazzinano calore per favorire l’ampliamento delle volumetrie riscaldate attraverso il teleriscaldamento, quest’ultima tecnologia che Iren vuole espandere sempre più. «Siamo fortemente impegnati nella realizzazione di questi investimenti - ha sottolineato Bianco - Stiamo guardando anche a nuove opportunità sia organiche che straordinarie che non sono incluse nel piano ma che valorizzeranno la nostra presenza sul mercato dei rifiuti». Bianco ha quindi messo la sua firma sull’ambizioso piano sostenuto dai comuni azionisti dalla forza dei numeri - spiegati dal direttore finanziario Massimo Levrino - segnando le tappe di uno sviluppo che vede in Reggio uno degli snodi centrali ma non semplici viste le polemiche sul biogas. —
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