Gazzetta di Reggio

Reggio

Cordoglio per la morte del ristoratore Luigi Dattoli Codispoti

Adr.Ar.
Luigi Dattoli Codispoti, il ristoratore morto
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Luigi Dattoli Codispoti, il ristoratore morto

Scandiano, era conosciuto come "Gino", un notissimo pizzaiolo e ristoratore attivo fra il capoluogo e Arceto, da oltre 20 anni. I funerali si terranno venerdì 27 settembre con partenza alle 14.30 alla camera ardente dell’ospedale di Scandiano per la chiesa di Arceto

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SCANDIANO. Una persona gentile e dedita al suo mestiere, legatissima alla cittadina in cui aveva trovato una casa e un luogo di lavoro per sé e per la famiglia. Mercoledì 25 settembre all’ospedale Magati è scomparso l’82enne Luigi Dattoli Codispoti, conosciuto come Gino, notissimo pizzaiolo e ristoratore attivo fra il capoluogo e Arceto, da oltre 20 anni. Gino lascia la moglie Caterina Falbo, i figli Tommaso (che prosegue l’attività nel settore ristorazione), Rosalba, Saverio, Mario, Franco, Antonella, Pino, Agostino, Roberta e Federica, la sorella Gabriella, i fratelli Decimo, Ettore e Bengasino e i tantissimi parenti divisi fra Emilia e Calabria, la regione di origine di Dattoli Codispoti.

Il funerale si terrà venerdì 27 settembre con partenza alle 14.30 alla camera ardente dell’ospedale di Scandiano. Da lì si raggiungerà la chiesa di Arceto per la funzione religiosa, poi il cimitero arcetano. Per le persone interessate, ai fiori sono preferite offerte da devolvere alla Fondazione Grade per sostenere il Core (centro onco-ematologico reggiano). È possibile fare donazioni tramite l’iban IT31S030 321280401 0000012000.. Con la morte di Gino se ne va un protagonista del mondo della ristorazione scandianese, arrivato in Emilia dalla sua Crotone alla ricerca di una migliore opportunità per la propria famiglia, lontano da illegalità e difficoltà ambientali. In Calabria aveva gestito negli anni tanti locali, da lidi balneari a ristoranti e discoteche. Nel 1995 la scelta coraggiosa di lasciare tutto e di trasferirsi a Scandiano. Arrivato nel paese reggiano, ha aperto la pizzeria L’Angolo in via Mazzini, ora gestita dal figlio Tommaso. L’inizio non è stato facile: Gino ha dovuto reinventarsi e in pochi anni il suo è diventato uno dei ritrovi più affollati della zona del centro. Da lì, l’ampliamento con altri locali ed altri progetti

«Padre di 10 figli, non si è mai scoraggiato, nonostante la cattiva situazione economica», dice Tommaso. Negli anni, Gino si è affezionato sempre più a Scandiano, tanto da voler essere seppellito qui. E ha voluto lasciare un messaggio al luogo che lo ha accolto: «Mio padre – continua Tommaso – ha sempre detto: volevo ringraziare la città di Scandiano; qui ho avuto una seconda possibilità per emergere e dare un futuro migliore ai miei figli. A Scandiano potevo far valere i miei diritti senza le solite ingiustizie vissute da noi al Sud Italia. Qui ho trovato persone oneste e cordiali che mi hanno accolto con gioia e mi hanno sempre rispettato. Io spero di aver regalato un sorriso alle persone da me conosciute».

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