Domani il funerale di Ruini le sue ceneri verranno sparse
L’amico Malaguti: «Gli studenti hanno cercato di scacciare le api con dei rami La moto non partiva. Hanno chiamato l’ambulanza, ma è arrivata troppo tardi»
RIO SALICETO. Si terranno domani alle 15, alla casa protetta “Magiera Ansaloni”, i funerali di Francesco Ruini, l’apicoltore 66enne di Rio Saliceto morto il 26 agosto in Ghana per shock anafilattico dopo essere stato aggredito da uno sciame di api, mentre insegnava il mestiere alle popolazioni locali.
La camera ardente con l’urna contenente le ceneri di Ruini sarà aperta dalla mattina, poi il funerale in forma civile prevede dalle 15 l’intervento di amici e autorità che ricorderanno la figura dell’illustre concittadino, cui farà seguito la musica della banda. In forma privata, la famiglia ha deciso per la dispersione delle ceneri in un luogo caro a Ruini, «come avrebbe voluto lui», sottolinea la moglie di origini tedesche, Adelgunde Mueller.
L’urna con le ceneri di Ruini è rientrata in Italia il 18 settembre, una settimana dopo la cremazione avvenuta nella capitale ghanese Accra, presente l’amico Marino Malaguti, con cui l’apicoltore ha condiviso il suo ultimo viaggio. All’aeroporto di Malpensa, ad accogliere Malaguti, presidente di “Africa libera”, un’associazione di Carpi (Modena) che fa cooperazione internazionale, c’era la moglie, che ha ricevuto l’urna. Ruini era in missione a Nkoranza, nel centro del Ghana, invitato come consulente tecnico.
La tragedia è avvenuta mentre Ruini si stava vestendo vicino agli apiari con la tuta di sicurezza: è stato improvvisamente aggredito, senza riuscire a difendesi, sopraffatto dallo sciame. Intanto emergono dettagli relativi all’incidente.
Spiega Malaguti, ancora scosso dall’emozione: «Io e Francesco ci eravamo appena salutati perché ero partito per la Costa d’Avorio, ma mia moglie era presente al momento della tragedia. Francesco era da solo mentre si stava mettendo la tuta di sicurezza. Ad un certo punto si sono sentite le sue urla. Mia moglie e alcuni studenti sono accorsi, accorgendosi che il corpo di Francesco era coperto d’api grosse e aggressive che hanno cercato di allontanare in tutti i modi con fronde di cespugli e lanci di terra. Quando finalmente hanno avuto la meglio sulle api, Francesco era ancora vivo, ma esanime. La moto su cui l’avevano caricato per portarlo al pronto soccorso non partiva, quindi hanno chiamato un’ambulanza che è arrivata troppo tardi, quando Francesco ormai aveva perso la vita. Sono tornato subito a Nkoranza, dove sono rimasto fino a quando sono potuto tornare con le ceneri di Francesco».
Per chi volesse ricordare Ruini, la sua famiglia ha concordato col Comune l’iniziativa di una raccolta offerte destinata all’acquisto di alcuni giochi per ragazzi disabili. Ruini lascia la moglie Adelgunde, i due figli Daniele (27 anni) e Martin (25 anni), e la madre Carmen di 92 anni. Sono tanti i parenti, gli amici e i colleghi apicoltori attesi per dare l’estremo saluto a Ruini. —
Alessandro Cagossi
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