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Pensioni di cittadinanza «A Reggio solo 468 casi ma con cifre più alte»

L.S.

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REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia, che vanta livelli di occupazione e di reddito tra i più alti in Italia, è più consistente che nel resto della Regione l’importo medio della pensione di cittadinanza, pari a 216,49 euro. D’altra parte il numero degli anziani che la percepiscono, in tutto 468, è di gran lunga il più basso in rapporto alla popolazione. Lo si evince dalla tabella elaborata dalla Cisl Emilia centrale sulla base dell’Osservatorio statistico analizzato dai patronati Caf, Inas e Fnp della Cisl. Il sindacato sottolinea che la provincia di Reggio è la prima in Emilia-Romagna per entità media del beneficio. L’erogazione, infatti, è superiore non solo alla media regionale (185,50 euro), ma anche alla nazionale (207 euro). «Questi numeri – osservano Franco Saracino e Lorenzo Bonini, direttori di Caf Emilia Centrale e Inas Reggio – significano che i reggiani coinvolti dalle misure avevano, mediamente, i due requisiti fondamentali di partenza, Isee e valore reddituale/patrimoniale, mediamente più bassi rispetto alle altre province». La pensione di cittadinanza è l’equivalente del reddito di cittadinanza. È conferita a chi ha raggiunto i 67 anni e comporta un’integrazione dei redditi più bassi fino ad arrivare a 780 euro mensili. Ha un carattere assistenziale, non essendo condizionata, come il reddito, all'accettazione di un’eventuale offerta di lavoro. Nella nostra provincia è percepita da meno di un abitante su mille (lo 0,87), mentre nel resto della regione la quota dei percettori è superiore all’uno per mille. Sembra, perciò, che a Reggio questo tipo di pensione sia stato concesso solo a chi versa in condizioni di disagio grave. Infatti Inas e Cisl segnalano un numero insolitamente elevato di domande non accolte: «O sono ancora in attesa di verifica o sono state dichiarate situazioni a noi non note o sono stati commessi errori in sede di verifica». I percettori sono in grande maggioranza persone sole, presumibilmente vedove. La Cisl lo deduce dal fatto che il loro numero, 468, coincide quasi con il numero dei nuclei familiari beneficiari dell’erogazione, che sono 412. —

L.S.

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