«Questo non deve succedere In arrivo le prime soluzioni»
Il presidente di Act Daniele Caminati dopo l’incontro con Fer e Regione sul problema
L’intervista
Elisa Pederzoli
«Bisogna intervenire il prima possibile. Queste cose non devono succedere. Quando si parla di sicurezza, non si può intervenire con un minuto di ritardo». Daniele Camminati, presidente di Act, commenta così l’ennesimo episodio che vede ambulanza e automedica in emergenza ferme al passaggio a livello. Con tempi di riapertura che negli ultimi tempi sono pesantemente dilatati.
Presidente, perché ci troviamo in questa situazione?
«Dopo la sospensione estiva, il servizio è ripreso con l’installazione del nuovo sistema SCMT, ovvero Servizio Controllo Marcia Treno: un sistema di sicurezza installato in attuazione a una legge che prevede l’adeguamento su tutte le linee ferroviaria a unico binario. Una novità dovuta al tragico incidente ferroviario avvenuto in Puglia (quello del luglio del 2016, tra Andria e Corato dove morirono 23 persone, ndr)».
Cosa è cambiato?
«Questa adozione di nuove tecnologie richiedo lo spostamento dei punti di rilevamento, per la chiusura e la riapertura dei passaggi a livello. A Bibbiano ci sono parecchi passaggi a livello su strade importanti, a distanza ravvicinata, che comportano una sovrapposizione di chiamate di apertura e di chiusura che determinano tempi maggiori, in alcuni casi enormemente superiori al recente passato. Su via Franchetti e la provinciale per Barco in particolari momenti della giornata, al mattino e alla sera, determinano lunghe code».
Come vi state muovendo?
«Come Act abbiamo chiesto un incontro che giovedì scorso c’è stato, per valutare soluzioni nel breve, medio e lungo termine. La Reggio-Ciano deve essere una metropolitana di superficie, in quanto tale un vantaggio, un’eccellenza, non portare ricadute negative. Hanno partecipato con me, Michele Vernaci dell’Agenzia della mobilità, l’architetto Meggiato dirigente della mobilità della Regione e il direttore generale di Fer Stefano Masola e Fabrizio Maccari. Non sono state solo due chiacchiere. Ma sono state presentate alcune soluzioni, che potrebbero esser messe in atto nel giro di qualche giorno. I tempi di chiusura dei passaggi a livello potrebbero essere così molto contenuti».
Di che interventi si parla?
«Una nuova razionalizzazione del servizio, che permette di recuperare i tempi, nonché alcune modifiche del servizio stesso. Non parliamo di soppressione delle corse».
E fermate soppresse?
«Alcune potrebbero essere integrate su gomma. Verranno verificate soluzioni che non provochino ulteriori disagi. Si guarda a una migliore organizzazione, anche degli orari. La prossima settimana, a Bibbiano, ci sarà un nuovo incontro dove verrà valutata la fattibilità. Nel medio termine, il tema è quello del completamento dei lavori di elettrificazione della linea. Con i nuovi convogli, sicuramente più veloci, ci saranno in tutti i sensi vantaggi di tempo, anche sui passaggi a livello. I lavori, con la palificazione dovrebbero iniziare a ottobre. Il completamento è previsto per la fine del 2020. I nuovi mezzi dovrebbero essere operativi dal 2021».
Sotto o sovrappassi?
«Non è escluso e stiamo valutando con Fer: ha dato la disponibilità, le risorse ci sono. Non in tutte le strade è possibile. Sulla provinciale per Montecchio no, per le caratteristiche e gli spazi».
Nella Bassa, chiudono alcuni passaggi a livello. Qui?
«Anche qui si lavora per la soppressione il più possibile di passaggi. Su Bibbiano ce ne sono uno o due si cui su si può valutare, ma per il resto sono tutte strade di collegamento e non si può fare. Vorrei però chiarire come funziona: Fer è la società regionale proprietaria della infrastrutture, come binari e passaggi a livello; Tper organizza il servizio, le corse. I Comuni ricevono i servizi. Act è la loro voce, per affrontare le questioni. È quello che stiamo facendo». —
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