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Biogas a Gavassa, il sindaco di San Martino frena Iren: «Ci sono forti preoccupazioni»

Leonardo Grilli
Biogas a Gavassa, il sindaco di San Martino frena Iren: «Ci sono forti preoccupazioni»

Vecchi e Malavasi, sindaci di Reggio e Correggio, aspettano il parere della Regione per parlare. Ma Fuccio frena: «Al primo posto l’impatto sulle persone»

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REGGIO EMILIA. Nel giorno dedicato alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla difesa dell’ambiente, l’impianto biogas a Gavassa è tornato, ovviamente, al centro delle polemiche. A riportare l’attenzione sul progetto di Iren sono stati alcuni attivisti che ieri mattina – durante il corteo per Fridays for Future, di cui parliamo ampiamente alle pagine 2 e 3 – hanno sfilato con l’eloquente striscione «No biogas a Gavassa».

Una protesta che è diventata ancora più forte quando, in centro per la manifestazione, i cittadini della frazione hanno aperto i quotidiani e hanno letto le dichiarazioni di Iren: la multiutility, davanti agli investitori, ha dichiarato di puntare ad avere entro la fine dell’anno il via libera ai lavori.

Una presa di posizione che ha assunto il valore di una beffa per i manifestanti i quali, a gran voce, hanno preteso rassicurazioni e risposte politiche dai propri amministratori.

Risposte che sono arrivate solo da uno dei tre amministratori più direttamente coinvolti dalla vicenda: Paolo Fuccio, sindaco di un comune di poco più di ottomila abitanti, San Martino in Rio.

Al suo consiglio comunale, assieme a quelli di Reggio Emilia e di Correggio, spetterà l’approvazione definitiva e il via libera al cantiere di Gavassa. Ma, spiega Fuccio, «le mie posizioni non sono cambiate di un millimetro rispetto a quello che ho sempre sostenuto. Ovvero che abbiamo delle forti preoccupazioni e dei punti imprescindibili dai quali non siamo disposti ad arretrare».

L’attenzione, prosegue il sindaco, «è rivolta innanzitutto all’impatto ambientale e a quello sulle persone – aggiunge Fuccio – Ci preoccupa poi l’aspetto degli odori e il fatto che, secondo noi, così com’è stato presentato l’impianto è troppo grosso e cercheremo di fare in modo che sia un po’ più piccolo. Oltre a questo c’è la questione del traffico anche se, dalle ultime relazioni, mi sembra che l’asse stradale sia in grado di reggerlo».

In fase istruttoria, specifica Fuccio, «abbiamo già fatto delle pesanti osservazioni accolte da Iren e in conferenza dei servizi abbiamo chiesto l’installazione di “nasi elettronici” in grado di registrare gli odori da posizionare, in accordo con le altre amministrazioni, a Prato di Correggio, Gavassa, e Gazzata».

Ciò che più ha dato fastidio ai comitati del no e ai residenti preoccupati è stata, però, l’impressione che per Iren i giochi siano già fatti e che manchi solo il via libera finale. Poco più che una formalità.

Ma in realtà, spiega il sindaco di San Martino in Rio, le cose non stanno così. «Istituzionalmente noi facciamo riferimento ad Arpae e Ausl, che in questo momento sono impegnate nella conferenza dei servizi. Saremo molto attenti nella fase decisionale».

Spetta alla conferenza regionale, infatti, valutare il progetto presentato dalla multiutility, analizzare le perplessità dei cittadini, prendere in considerazione le obiezioni degli amministratori locali, studiare gli impatti ambientali e sanitari e arrivare a una sintesi approvando, modificando o bocciando il progetto. Un verdetto, quello della conferenza, che dovrebbe arrivare verso il 20 ottobre di quest’anno.

Ed è proprio quel responso che attendono il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e quello di Correggio, Ilenia Malavasi (ieri impegnata con il consiglio comunale), per parlare ai propri cittadini. Anche se Vecchi, in campagna elettorale, aveva già dichiarato di «non voler fare forzature» qualora si riscontrassero «forti rigidità nell’abitato di Gavassa». Come, ad esempio, la “protesta dei cento trattori” del luglio scorso.

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