L’onda verde invade il centro di Reggio Ecco il popolo di Greta
In cinquemila al corteo degli studenti, scesi in piazza in difesa dell’ambiente «Il domani è nostro e il valore della natura va oltre ogni stima di tipo economico»
Sono la nuova generazione, ma sono anche una tribù. Sono studenti, ma anche attivisti. Non sono supereroi, ma sono consapevoli che salvare il mondo non è mai stato così urgente. Stiamo parlando dei giovani che ieri, in occasione del terzo sciopero globale per il clima del movimento Fridays For Future, sono scesi per strade, piazze e parchi di tutto il Paese, per rivendicare un domani più verde, una maggiore tutela dell’ambiente e una sensibilizzazione di politica e istituzioni. Un grido ambientalista, di forza e comunione, lanciato dall’attivista svedese Greta Thunberg che non è passato inosservato ma, al contrario, è divenuto punto di riferimento dei giovani manifestanti che sparsi per centinaia di città, hanno alzato la voce per tracciare la via della svolta. Con una certezza: quella di non poter mancare. E così, Reggio ha risposto all’appello, arrivando a contare cinquemila partecipanti tra studenti, maestri, professori e genitori, tutti riuniti al Parco Cervi (ex Parco Tocci) alle 9.30 e pronti a dar vita a un corteo verde per le vie del centro. Un fiume di entusiasmo, coraggio e condivisione è partito da piazzale Fiume, ha percorso corso Garibaldi, per giungere in piazza della Vittoria, dove una breve sosta ha permesso di godere l’evento in tutto il suo splendore. La folla ha gremito il foro, celebrando la bellezza di quanto stava accadendo con cori, applausi e parole, tra le quali quelle di Sara Marzolino, una degli organizzatori di Fridays For Future Reggio Emilia: «Il valore della natura è illimitato, va oltre qualsiasi stima che il mondo economico può attribuirgli. Per questo protestiamo: il domani è nostro e non possiamo permettere a istituzioni e politica di continuare a ignorare la tutela dell’ambiente, decidendo di un futuro che non gli appartiene».
La marcia è proseguita in via Roma, per poi chiudere l’anello passando per la via Emilia e ritornare verso il parco, seppur proprio all’incrocio è avvenuta una sosta d’obbligo a causa di una presunta fuga di gas al civico 7 della via Emilia, fortunatamente un falso allarme prontamente scongiurato dai vigili del fuoco. Tra i manifestanti che gridavano al cambiamento, studenti di ogni età, da quelli delle superiori, muniti di cartelli e vestiti verdi, ai più piccoli, che accompagnati dalle maestre cantavano e chiudevano il corteo. Una sorta di lungo serpente si è districato tra vicoli e piazze dell’esagono, spiccando tanto per grandezza quanto per altezza, dato che erano centinaia i cartelloni realizzati con le più originali frasi e citazioni, sventolati in cielo durante tutto l’evento.
Numerosi i passanti costretti a fermarsi davanti a questa moltitudine, immortalata da foto e video. Non mancano volti dubbiosi, ma l’idea comune è chiara e può essere riassunta con le parole di Matteo Braghiroli, il più giovane consigliere comunale reggiano, che però si presenta come semplice attivista: «Se semplicemente avessimo voluto saltare scuola non saremmo per strada, invece siamo qui e l’obiettivo ci è chiaro: sensibilizzare. La politica ignora il problema e gli adulti proseguono nelle loro abitudini, essere così tanti oggi è l’esempio giusto per scuotere istituzioni e singoli cittadini». —
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