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rio saliceto, I FUNERALI DELL’APICOLTORE 

«Francesco era eccezionale Ha aiutato i più bisognosi»

Alessandro Cagossi
«Francesco era eccezionale Ha aiutato i più bisognosi»

Malaguti di “Africa libera”: «Intitoleremo il nostro centro di lavoro a Ruini» I figli hanno suonato per lui nella banda. Il sindaco: «Un grande dolore per tutti»

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RIO SALICETO. Si è svolto ieri, alla casa protetta riese, il funerale di Francesco Ruini, l’apicoltore di Rio Saliceto morto a fine agosto in Ghana per shock anafilattico dopo essere stato aggredito da uno sciame di api, mentre insegnava il mestiere alle popolazioni locali. La camera ardente con l’urna contenente le ceneri di Ruini è stata aperta la mattina, con un viavai continuo di parenti, amici, autorità e colleghi apicoltori accorsi per porgere le loro condoglianze ai familiari.

In centinaia si sono poi ritrovati per l’estremo saluto, in forma civile, alle 15, nel cortile della casa protetta con l’orazione di Marino Malaguti, presidente di “Africa libera”, l’associazione di Carpi (Modena) che aveva invitato Ruini a tenere il corso di apicoltura in Ghana e che ha riportato in Italia l’urna con le sue ceneri: «Francesco è stato una persona e un volontario eccezionale, si è dedicato all’insegnamento dell’apicoltura nel mondo, sacrificando sé stesso per dare un futuro migliore ai più bisognosi. I suoi studenti in Ghana, molto scossi dalla tragedia, hanno chiesto di intitolare il nostro centro di lavoro a Ruini. Lo faremo a breve, con una cerimonia».

Il sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi, ha espresso la commozione di un intero paese: «La prematura scomparsa di Francesco Ruini ha destato grande dolore in tutta la comunità riese. La sua passione per le api lo aveva portato a raggiungere incarichi di assoluta importanza».

Toccanti anche le parole della moglie di origini tedesche, Adelgunde Mueller: «Ricordo Francesco con gratitudine per 32 anni vissuti insieme. Francesco è rimasto vittima di una fatalità, la vita è appesa a un filo. Ringrazio il gruppo di amici che si sono offerti di portare avanti l’azienda in queste settimane difficili. In futuro subentreranno altri apicoltori, in memoria di Francesco».

La cerimonia di addio ha visto la partecipazione della Banda di Correggio, dove ormai da anni suonano i figli di Ruini, Daniele (27 anni) e Martin (25), che hanno trovato la forza di suonare in onore del padre.

La banda ha eseguito brani che piacevano a Ruini, tra cui “My way” di Frank Sinatra, “Va pensiero” di Giuseppe Verdi, “Io vagabondo” dei Nomadi e “Imagine” di John Lennon. Alla fine della musica, il figlio Daniele ha levato al cielo l’ultimo saluto: «Ciao papà!», con un sorriso carico di commozione. In forma privata, dopo la cerimonia, la famiglia ha deciso per la dispersione delle ceneri in un luogo caro a Ruini, «come avrebbe voluto lui», ha sottolineato la moglie. —

Alessandro Cagossi

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