«Già spesi 40 mila euro? Non può pagare il Comune»
I gestori del canile privato in municipio con il dogo Sissi per chiedere il rimborso Il sindaco: «Sarebbe un precedente pericoloso». Gli avvocati cercano un accordo
È stato un confronto pubblico a tutti gli effetti, quello avvenuto ieri in Comune a Castelnovo Sotto, dove si sono trovati faccia a faccia il sindaco Francesco Monica e il veterinario Marco Catellani, direttore sanitario del canile “Madonna della Guadalupe” di Cogruzzo. Sul banco, l’ormai nota questione legata al mantenimento di 12 doghi argentini, arrivati al canile privato di Castelnovo Sotto in seguito a un sequestro a Perinaldo (Imperia): una notifica del tribunale di Imperia ha comunicato che i rimborsi per i costi di custodia previsti per legge e il rimborso delle spese sanitarie spettano al Comune di Castelnovo Sotto, ossia quello in cui si trovano i cani, anziché quello di Perinaldo, dal quale provengono. Ma il canile in questione è una struttura privata, e i cani non sono di competenza dell’ente castelnovese.
A fronte di questa situazione intricata ieri mattina il dottor Catellani si è presentato in municipio, come promesso, con uno dei 12 doghi argentini, la femmina Sissi, che – munita di museruola – ha assistito al confronto accovacciata accanto alla sedia di Catellani. Che la situazione fosse sotto osservazione è testimoniato dalla presenza di carabinieri: il maresciallo Massimo Mantini e altri due militari hanno controllato l’arrivo di Catellani e assistito all’incontro avvenuto nell’ufficio di Monica. Una contromisura necessaria vista “l’imprevedibilità” della situazione che si è venuta a creare, anche alla luce della potenziale pericolosità dell’animale: nel caso specifico, Sissi è il cane più docile di tutto il gruppo, ma quella del dogo argentino resta una razza aggressiva non tanto per l’uomo quanto per gli altri cani.
«Siamo di fronte a una sentenza aberrante – ha affermato Catellani – del tribunale di Imperia, ma davanti a questa decisione è il Comune di Castelnovo Sotto che deve farsi carico delle spese. Il canile ha già speso oltre 40mila euro, sono cani non giovani e impegnativi, anche dal punto di vista della sicurezza. Chiediamo al sindaco di pagare quanto stabilito dal tribunale e di rivalersi in seguito sul Comune di Perinaldo. Potrebbero essere collocati nel canile con il quale il Comune di Castelnovo è convenzionato».
Concetti che poi Catellani ha ribadito – raggiunto poi anche dalla titolare del canile, Valentina D’Alessandro, che ha sottolineato le difficoltà alle quali sta facendo fronte la struttura – davanti al sindaco, in un confronto che si è rivelato a tratti anche piuttosto acceso, con diverse persone a fare da pubblico. Monica, dal canto proprio, ha ribadito la posizione del Comune: piena disponibilità a trovare un punto d’incontro, ma il mantenimento dei cani non può andare a influire sulle tasche dei cittadini castelnovesi.
«C’è tutto l’interesse – ha spiegato il sindaco al termine dell’incontro – a trovare una soluzione che vada bene a tutti. È una situazione difficile perché da un lato il Comune fatica a stanziare una somma alta non prevista dal bilancio, e dall’altro il canile sta sostenendo spese importanti. A oggi, questi cani sono del Comune di Perinaldo perché non abbiamo in mano nessuna sentenza, solo una notifica: il nostro legale è a stretto contatto con quello del canile e confidiamo che la via d’uscita si possa trovare. L’intesa tra le parti si poteva trovare anche senza tutta questa esposizione mediatica. Fiducioso? Se arrivasse una sentenza che intima il pagamento al Comune ospitante si creerebbe un precedente pericoloso». —
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