Il popolo del Parmigiano contro i dazi di Trump
Il premier Conte al Villaggio della Coldiretti a fianco di casari e allevatori Bertinelli: «Se passa la misura, perderemo il 90% del mercato americano»
REGGIO EMILIA. Sono stati migliaia gli allevatori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori del popolo del Parmigiano Reggiano, molti provenienti da Reggio Emilia, scesi in piazza ieri mattina al Villaggio contadino della Coldiretti nel centro di Bologna per difendere il prodotto italiano più conosciuto nel mondo minacciato dalla guerra dei dazi con gli Usa, che potrebbero essere autorizzati a partire da domani.
Il premier
Al Villaggio della Coldiretti è arrivato anche il premier Giuseppe Conte che ha avuto l’opportunità di conoscere meglio la realtà del Parmigiano Reggiano visitando lo stand del Consorzio e partecipando al rito della nascita della forma che è stata cotta sul fuoco a legna nella tradizionale caldaia di rame. Conte non si è sottratto all’invito degli organizzatori di “autografare” una forma che, è stato assicurato, gli verrà recapitata tra due anni, una volta stagionata.
Rischio dazi
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha colto l’occasione della visita del premier per confrontarsi sulle questioni più urgenti che riguardano la filiera Parmigiano Reggiano ed ha espresso in particolare la necessità di un’azione politica per scongiurare il rischio dei dazi di Trump. «Per il 30 di settembre – ha detto Bertinelli – è prevista la dichiarazione ufficiale del Wto che autorizzerà il governo Trump ad adottare delle misure di dazi aggiuntivi in risposta agli aiuti che l’Europa ha dato a Airbus. Trump ha stilato una lista di prodotti europei, e tra questi ci sono tanti prodotti italiani, che saranno soggetti un dazio al 100%. Tra questi c’è anche il Parmigiano Reggiano. Se questa cosa dovesse accadere, il prezzo del nostro prodotto passerebbe sugli scaffali americani dai 40 ai 60 dollari al chilo. Ciò significherebbe perdere fino al 90% del mercato americano. Sarebbe un’operazione folle perché perdente per tutti i player. In primis, per i produttori di Parmigiano Reggiano che vedrebbero un crollo delle vendite negli Usa, ma in seconda battuta anche per gli operatori americani che acquistano il Parmigiano Reggiano e poi lo producono. Solo questo business vale circa 200 milioni di dollari che vanno tutti nelle tasche degli americani. E, infine, la grande vittima sarà il consumatore americano che non troverà più il Parmigiano Reggiano sugli scaffali e dovrà accontentarsi del fake Parmesan che costa meno, ma che nulla ha a che vedere con l’autentico prodotto italiano. Se a questo aggiungiamo che il Parmigiano Reggiano, insieme al Grano Padano, rappresenta la trasformazione del 40% del latte italiano, il crollo del prezzo del prezzo delle due Dop vorrebbe dire anche far crollare il prezzo del latte.
IL PATTO
Il Patto del Parmigiano Reggiano ha sancito l’accordo per un Green new deal che vede come protagonista l’agricoltura nazionale nel rendere l’Italia più verde, proposto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte al villaggio Coldiretti con il presidente Ettore Prandini e l’intera dirigenza della più grande organizzazione agricola europea: lo sottolinea in una nota la Coldiretti.
«Un riconoscimento del ruolo del settore agricolo come modello di sviluppo sostenibile» ha affermato Prandini nell’esprimere apprezzamento per le parole del premier che si è impegnato a non intervenire sul gasolio agricolo e sulla fiscalità in agricoltura accogliendo di fatto le sollecitazioni della Coldiretti. —
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