La precisazione dell’avvocato di Grande Aracri
Riceviamo dall’avvocato Filippo Giunchedi, che difende Nicolino Grande Aracri al processo sui delitti del 1992 a Reggio Emilia e Brescello.
«In riferimento all’articolo dal titolo “’Ndrangheta a Reggio Emilia, la testimone intimidita in aula dal boss”, pubblicato nell’edizione di ieri, preciso che la comunicazione circa la pendenza di un procedimento penale a carico della testimone – appresa dal mio assistito nel corso dell’esame della testimone – è stata effettuata esclusivamente per consentire alla Corte d’Assise di stabilire le modalità di assunzione della testimonianza, e le garanzie da assicurare alla testimone, in considerazione della connessione tra il procedimento principale e quello a suo carico».
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