Gazzetta di Reggio

Reggio

LA LOTTA ALLA DROGA  

Lo spacciatore scende dal treno e trova i poliziotti ad arrestarlo

Ambra Prati
Lo spacciatore scende dal treno e trova i poliziotti ad arrestarlo

Diretto a Reggio con due chili di hascisc, si è fermato a Sant’Ilario per evitare guai Youness El Achhab, 33 anni, scoperto con venti panetti nascosti nello zaino

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reggio emilia. Il corriere è sceso alla stazione ferroviaria di Sant’Ilario per eludere i controlli in piazzale Marconi a Reggio, ma ad attenderlo c’erano i poliziotti della squadra mobile, già al corrente di quel carico di due chili di hascisc in arrivo che avrebbe rifornito la piazza cittadina. In manette, con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente e con l’aggravante della recidiva, è finito Youness El Achhab, 33 anni, marocchino, senza fissa dimora e irregolare da anni. Difatti l’uomo è accusato anche di rientro illegale nel territorio dello Stato, visto che nel 2016 era stato espulso con l’accompagnamento coatto alla frontiera.

Gli agenti della Mobile della questura, nel continuo monitoraggio dell’area della stazione, hanno appreso che proprio a causa dei quotidiani controlli in piazzale Marconi e dintorni l’approvvigionamento di droga si è spostato nelle stazioni periferiche. In particolare gli agenti hanno raccolto informazioni confidenziali su un imminente carico di hascisc, proveniente da Milano e destinato a Reggio, dove sarebbe stato ceduto a terzi.

Per verificare la pista sono state monitorate alcune stazioni della provincia. Venerdì scorso agenti in borghese sono saliti sul treno proveniente da Milano, con destinazione Reggio Emilia. Sul convoglio, appena dopo Parma, i poliziotti hanno notato un passeggero, con uno zaino di colore nero e un cellulare che ha riposto nella tasca della tuta da ginnastica: una vecchia conoscenza della questura. Mentre si apprestava a scendere a Sant’Ilario, il giovane è stato bloccato e perquisito. Dallo zaino è saltato fuori un involucro, avvolto in pellicola trasparente, contenente venti panetti di hascisc con impressa la scritta “L9”, per un totale di 2,027 chili, subito sequestrati insieme al cellulare marca Samsung, ritenuto il mezzo per porre in essere l’attività illecita.

Accompagnato in via Dante e sottoposto ai rilievi dattiloscopici si è appurato che l’arrestato era già stato espulso, con tanto di accompagnamento alla frontiera nel 2016, ed era rientrato; particolare che gli è valso un secondo arresto obbligatorio per legge. Non solo: Youness è conosciuto – con numerosi alias – per almeno cinque precedenti specifici; dal 2007 ad oggi ha fatto avanti e indietro dal carcere, sempre per lo stesso motivo e per la stessa “specializzazione”, cioè corriere di hascisc. Tanto che gli inquirenti, oltre ai «gravi indizi di colpevolezza», hanno sottolineato come «il consistente quantitativo di stupefacente» depone «per una destinazione a terzi della sostanza e per la professionalità di tale attività di spaccio» e per «l’inserimento nella catena distributiva», che «gli consente di percepire i profitti per vivere». Insomma un fornitore professionista.

Ieri in tribunale si è svolta la doppia udienza di convalida per il 33enne. L’imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Com’era prevedibile il giudice monocratico Simone Medioli Devoto ha convalidato e confermato la custodia cautelare per entrambi i capi d’imputazione. Da parte sua l’avvocato difensore Alessandro Conti ha chiesto il termine a difesa e l’udienza per la direttissima è stata fissata al 22 ottobre prossimo. —

Ambra Prati

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