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Progetto di supporto integrato per l’ammalato neoplastico

L.V.
Progetto di supporto integrato per l’ammalato neoplastico

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REGGIO EMILIA. Nel Reggiano, fortunatamente, le patologie tumorali registrano un calo. Il merito va ascritto alla medicina specifica (basti pensare a un centro cura come il Core), all’attenzione delle amministrazioni locali che dotano il territorio di percorsi pedonali e ciclistici che inducono la popolazione alla mobilità e, da qualche tempo, alla crescente sensibilità dei cittadini verso il tema della prevenzione. Uno stile di vita appropriato riduce, o addirittura cancella, i rischi di molte malattie.

È di questo che si parlerà nel convegno promosso per domani dalla Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Sarà un incontro sulle Relazioni di cura e supporto integrato per l’ammalato neoplastico e i suoi familiari che si svolgerà, dalle 9.45, nel Padiglione Villa Rossi del campus universitario San Lazzaro con ingresso da via Doberdò. L’iniziativa è stata annunciata ieri al Caffè Arti e Mestieri (che è fra i sostenitori, insieme ad altre realtà imprenditoriali di numerose province italiane) ed è un progetto che si avvale del Fondo per la Ricerca del 5 per mille.

Contenuti e motivazioni dell’appuntamento sono stati illustrati dall’oncologo Ermanno Rondini, responsabile scientifico del Progetto, e da Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Ausl di Reggio. Loro il compito di aprire i lavori.

L’occasione, hanno precisato, sarà utile per un approccio globale e consapevole al problema, con suggerimenti sulle pratiche da adottare per curare e prevenire. Folta la schiera dei relatori che si succederanno per l’intera giornata: Sandra Bosi, Mauro Grossi, Loredana Guidi, Enrico Pozzi, Valentina Marchesi, Marina Greci, Loredana Cerullo, Paolo Giorgio Rossi, Antonietta Centoducati.

Dopo la sosta per il Laboratorio di cucina didattica con Associazione Cibo e Gioia e Sian di Reggio (l’alimentazione riveste un ruolo di rilievo) i percorsi educativi seguono nel pomeriggio con Alessandra Fabbri, Claudia Monti, Sandra Bosi, Annalisa Cantilena. Il progetto, tutto reggiano, è destinato alle donne operate al seno e a quelle ad alto rischio, ma è naturalmente aperto a tutti per suggerire una corretta impostazione del proprio stile di vita. —

L.V.

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