Gazzetta di Reggio

Reggio

nella chiesa di san prospero 

Don Gaetano a cent’anni celebra la messa in basilica

Domenico Amidati
Don Gaetano a cent’anni celebra la messa in basilica

Il parroco delle Reggiane festeggiato al 22° raduno degli Artigianelli  A omaggiarlo tanti ex allievi dell’istituto ed ex operai delle storiche Officine

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. In tantissimi ieri mattina hanno festeggiato i cento anni di don Gaetano Incerti, per due lustri direttore agli Artigianelli e per oltre cinquant’anni cappellano delle Officine Reggiane, azienda che ha fatto la storia della città.

Sono state migliaia le persone che don Incerti ha aiutato, con le quali ha parlato e condiviso i momenti difficili. E oggi tutti lo ricordano con affetto e simpatia. L’occasione per festeggiare il parroco è stata ieri mattina in viale Montegrappa per il 22° raduno degli Artigianelli. Dalla vecchia storica sede, tanti ex allievi e tanti ex dipendenti delle Reggiane si sono ritrovati per portare un saluto a don Incerti.

Da lì i partecipanti si sono portati presso la basilica di San Prospero, dove è stata celebrata la messa presieduta proprio dal centenario don Gaetano. Con lui hanno concelebrato l’ex allievo e confratello don Nazzareno Corradini di San Martino di Guastalla e don Tino Munari. Presente con loro anche monsignor Pietro Iotti, mentre tutta la liturgia è stata animata dal canto e dalla musica della banda degli ex alunni.

Nell’omelia don Nazzareno ha chiesto «riconoscenza per don Gaetano e per quello che ci ha insegnato», mentre l’attuale presidente degli Artigianelli, Gianni Morlini, ha ringraziato il parroco «per aver preparato una classe imprenditoriale valida e moralmente preparata. La fama che abbiamo la dobbiamo a lui, che ci incoraggia a continuare».

Ma non solo Artigianelli: ieri erano presenti anche tanti operai delle ormai ex Reggiane, venuti anche loro per ringraziarlo di quanto fatto nei 50 anni da cappellano in azienda. Lo ricordano «mentre si dava da fare», con le sue corse «che faceva dalla portineria ai vari reparti, con la sua veste svolazzante e a volte con qualche macchia».

Loro, in officina, lo hanno sempre visto così e anche oggi lo ricordano con la sua tunica che ancora adesso lo distingue, «e fa dire che lui è un don speciale». Sono state ricordate anche le lettere che don Incerti scriveva ai giornali nelle quali «con dovizia, coerenza e competenza trattava gli argomenti all’ordine del giorno, fossero di carattere religioso, politico, culturale, storico o di costume». In tanti, approfittando di questi festeggiamenti un po’ in ritardo – il compleanno del don è stato il 12 agosto – lo hanno salutato manifestandogli tanto affetto e gratitudine per il lungo ministero che ha svolto agli Artigianelli, alle sue Reggiane e anche per l’amore che ha dispensato a tutti, specialmente a chi ne aveva bisogno.

«Don Gaetano – la frase più significativa rivolta ieri al parroco – ha un cervello che poteva fare il cardinale ovunque, ma lei ha preferito usarlo per stare in mezzo alla sua gente, ai suoi ragazzi e ai suoi operai». Dopo la funzione religiosa la festa è continuata presso l’oratorio cittadino di Santa Croce con un pranzo «mondiale», come lo ha definito lui stesso. In questa occasione tante sono state le testimonianze degli ex allievi che, con aneddoti e poesie, hanno fatto rivivere gli anni del collegio. Prima del taglio della grande torta dei 100 anni, infine, a don Incerti è stato regalato dall’attuale direttore degli Artigianelli un crocefisso. —



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