Famiglia, volontariato e finanza è morto a 68 anni Eligio Trevisi
Casalgrande, consulente finanziario Fideuram, nel tempo libero faceva volontariato con i malati. I funerali martedì primo ottobre alle 10 nella parrocchia di Salvaterra, paese dove viveva
CASALGRANDE. «Mio padre era un uomo generoso. Sapeva che la vita gli aveva dato tanto e sentiva l’obbligo morale di restituire qualcosa: per questo aiutava i malati soli, in ospedale, a nutrirsi. E per questo, ogni anno, accompagnava i pellegrini a Lourdes». Eligio Trevisi non si è mai tirato indietro se c’era da aiutare gli altri. E ora Salvaterra, il paese nel quale abitava, lo piange. È morto ieri, a 68 anni, dopo una breve quanto aggressiva malattia scoperta lo scorso maggio, il consulente finanziario, ex manager, Trevisi che nel 1981 ha aperto uno sportello Fideuram, del gruppo Intesa San Paolo, a Casalgrande e da allora ha sempre lavorato in quell’ufficio.. «Era un gran lavoratore – lo ricorda la figlia Laura che ha seguito le orme dal padre e ora gestisce l’ufficio Fideuram assieme al fratello Giulio, mentre il terzo, Ernest è avvocato – È andato in ufficio fino all’ultimo. Il tempo libera, invece, lo passava, con noi e con mamma Paola». Trevisi amava teneramente la sua famiglia.
Lavoro, famiglia, volontariato: attorno a questi tre punti fermi ha ruotato la vita del consulente finanziario molto conosciuto sia a Salvaterra sia a Casalgrande. «Trent’anni fa mio padre – racconta Laura – ha iniziato a fare volontariato ospedaliero con l’associazione Avo. Portava i pasti ai malati che non potevano mangiare da soli o a quelli che non avevano parenti che potessero assisterli. Ogni anno, poi, come barelliere, accompagnava i malati nel pellegrinaggio in Francia. Lo faceva perché era una persona generosa, con la voglia di restituire un po’ del bene che aveva ricevuto».
I funerali di Eligio Trevisi verranno celebrati martedì primo ottobre, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Salvaterra. Ai fiori la famiglia preferisce donazioni alla fondazione “Durante e dopo di noi” di Reggio Emilia (iban IT26Q0303212810010000004468) o alla fondazione Airc.
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