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Pd, entra in gioco anche Benati «Sono pronto a ricandidarmi»

Andrea Vaccari ;
Pd, entra in gioco anche Benati «Sono pronto a ricandidarmi»

Il consigliere regionale uscente in corsa per uno dei sei posti reggiani in lista «Spero venga data continuità al mio impegno con un secondo mandato»

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Mancano quattro mesi alle elezioni regionali e in casa Pd a Reggio ci sono ancora nodi da sciogliere in merito alle candidature. Tra chi è pienamente in corsa per un posto tra i sei designati rientra anche il consigliere Fabrizio Benati, arrivato a Bologna nella parte finale del mandato ma in tempo per far parte della commissione istituita per fare luce sul caso Bibbiano e per firmare un’importante legge sullo sviluppo tecnologico, approvata all’unanimità.

Benati, partiamo proprio da Bibbiano. Che idea si è fatto della vicenda?

«La posizione del Pd reggiano sui fatti di Bibbiano è stata estremamente prudente, ai limiti del timoroso. Il tema dei servizi sociali, in Regione, è da sempre portante. Se ci sono state delle devianze causate dal dolo di singole persone, è doveroso essere duri, al di là di quelli che saranno gli esiti dei processi: prima si farà chiarezza e meglio sarà. A tal proposito, sono felice che per l’amico Marco Scarpati sia caduta ogni ipotesi di reato. Il Pd ha il dovere di mantenere un atteggiamento di fermezza e prendere le contromisure contro ogni tipo di devianza. La commissione? Il mio arrivo è freschissimo, studierò le carte e cercherò di dedicarvi più tempo possibile».

Veniamo a parlare delle tematiche da lei trattate in consiglio regionale. Sull’innovazione quali passi ha mosso?

«Nei mesi scorsi è stata approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa la legge a mia firma che prevede a Bologna la realizzazione di un tecnopolo, che servirà anche Reggio, specializzato in big data e intelligenza artificiale, un hub per innovazione e ricerca dove troveranno sede realtà come l’Agenzia meteo nazionale, Cineca, l’Istituto nazionale di fisica nucleare e il computer più potente d’Europa, tra i cinque con maggiore potenza di calcolo al mondo. La legge sostiene la creazione di nuove infrastrutture di ricerca e lo sviluppo di attività collaborative fra università, imprese e istituzioni e promuove la nascita di una fondazione ad hoc che si occupi di ricerca scientifica su questi temi e che collabori con i più importanti centri a livello internazionale. I finanziamenti saranno nazionali, europei e regionali, perché la Regione concederà alla fondazione 500mila euro all’anno per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021».

Su quali altri aspetti si è prodigato?

«Ho presentato una proposta di legge che prevede il passaggio di Ater (Associazione teatrale Emilia-Romagna) da associazione a fondazione. Una modifica necessaria per adeguarsi alle leggi nazionali e che prevede la fuoriuscita dei soggetti privati dagli organi di governo, facendo diventare in questo modo Ater un soggetto a controllo pubblico. Resta invece ancora aperto il tema della legalità: è possibile un intervento sulla legge regionale in merito al tema dei beni confiscati alle mafie, ma non vi è ancora nulla di concreto».

Le elezioni regionali incombono. Quali sono le sue aspettative?

«Spero che il mio impegno possa essere apprezzato e che venga data continuità a questo mandato. Obiettivi? In un eventuale secondo mandato sarebbe bello affrontare in maniera strutturata il tema delle periferie, troppo spesso trascurate. Credo che un “patto per le periferie” potrebbe apportare un grande vantaggio al territorio». —



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