Gazzetta di Reggio

Reggio

città in lutto 

Addio a Campos Venuti Progettò la città di oggi

Luciano Salsi

Il noto urbanista e partigiano è morto domenica a 93 anni A lui si deve il disegno generale di Reggio e del verde dal ’67

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La scomparsa dell’urbanista Giuseppe Campos Venuti, morto domenica sera a Roma a 93 anni, è una grande perdita anche per la nostra città, che gli deve il disegno generale dell’espansione avvenuta a partire dal primo piano regolatore da lui firmato nel 1967 insieme al reggiano Osvaldo Piacentini, suo amico e stretto collaboratore, e a Franco Albini.

Campos Venuti era conosciuto da molti come Bubi, il nome di battaglia adottato aderendo alla Resistenza nel 1943. Nato a Roma, dove si laureò in architettura, era cittadino bolognese dal 1960, quando vi divenne assessore all’Urbanistica. Da allora ha lasciato il segno nella pianificazione urbana del capoluogo emiliano e di molte altre città, in Italia e all’estero, combattendo la rendita fondiaria e immobiliare, curando l’edilizia popolare e ponendo grande attenzione alle dotazioni di verde e servizi. È stato professore di urbanistica al Politecnico di Milano dal 1968 al 2001.

Molti i riconoscimenti e le onorificenze. L’architetto Enrico Manicardi, vicepresidente della Provincia dal 1985 al 1990, era vicecapo sezione dell’Urbanistica del Comune di Reggio ai tempi del primo piano regolatore. «Ho lavorato con Campos Venuti – riferisce – per cinque anni. Lui fu mandato in Emilia dai vertici nazionali del Partito comunista perché l’urbanistica riformista, nata nella nostra regione, non aveva spazio a Roma, amministrata dalla Democrazia Cristiana. Qui venne a imparare più che a insegnare e vi trovò il terreno per esprimersi al meglio. Era stato Piacentini, infatti, a immaginare l’urbanistica moderna. Il Prg adottato nel 1967, quando era sindaco Cesare Bonazzi, aveva una qualità del massimo livello. Poi Campos Venuti ha continuato a prestare la sua consulenza al Comune di Reggio soprattutto con Giulio Fantuzzi, Antonella Spaggiari e Graziano Delrio. Mi dispiace perché ha firmato anche i piani regolatori e le varianti a cui si devono certe successive devastazioni. Sono sempre rimasto in contatto con lui quando era presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica».

Dal 1990 al 1995 Venuti collaborò strettamente con Oddo Torelli, allora assessore all’Urbanistica, il quale ricorda: «Era molto forte il suo legame con la nostra città. I suoi ragionamenti partivano sempre dal Prg del 1967. Nei partiti c’era chi temeva la sua integrità e contrarietà alle mediazioni. Si devono a lui il Piano ordinatore del verde e il Riordino ecologico urbanistico che precedettero il Prg del 1999, da lui firmato insieme a Federico Oliva. Nel progettare la viabilità aveva in mente come modello il viale Umberto primo. Voleva che ogni strada avesse un’alberatura, una siepe e una pista ciclabile. Nei piani particolareggiati ha introdotto la perequazione allo scopo di superare le controversie con i singoli proprietari, attribuendo a tutti lo stesso valore da ripartire fra le aree edificate, le aree verdi e i servizi. Questo meccanismo, osteggiato da una parte per molti anni perché considerato di impronta socialista, non ha mai leso i diritti acquisiti ed è stato poi riconosciuto da tutti».

Il sindaco Luca Vecchi delinea di Campos Venuti un ritratto cristallino: «È stato – scrive – l’urbanista del contrasto alla rendita fondiaria e alla deregulation, della perequazione e del riequilibrio urbano, della sostenibilità e dell’ecologia, della riqualificazione dell’esistente e della valorizzazione dei poli di eccellenza territoriali, della qualità e dell’edilizia pubblica, del dimensionamento dei piani urbanistici in cui la città non si amplia, si rigenera. Si è occupato di nuovo della nostra città quale consulente al Piano strutturale comunale del 2008, oggi vigente». —



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