Il Premio Bernardo Nobile allo studioso Diego Leoni
CORREGGIO. Un giovane studioso correggese iscritto ad Unimore ha vinto la 15esima edizione del premio lanciato dalla Fondazione Bernardo Nobile e promosso da Scienze Park, Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
Si tratta del 26enne Diego Leoni assegnista presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologich Dsgc.
Al di là del valore del riconoscimento (si tratta di 2.500 euro) ci sono i pregi della tesi magistrale che lo studioso ha scritto e portato fino al deposito di una domanda di brevetto. Il titolo scelto per il lavoro è: “Preparazione e caratterizzazione di nuovi materiali polimerici naturali”. E fa intravvedere prevedibili positive ricadute a livello di impatto e tutela ambientale e salutistica.
La cerimonia di consegna del riconoscimento è avvenuta alla presenza del professore e ingegnere Giulio Groppi, già docente all’Università triestina ed ora funzionario delegato per l’Italia presso la Commissione Europea che, nel leggere le motivazioni, ha sottolineato l’importanza strategica della difesa della proprietà intellettuale. In effetti lo studio di Diego Leoni è di estrema attualità e si rivolge in particolare alle aziende chimiche chiamate a rispettare cogenti limiti per eliminare sostanze tossiche dai cicli produttivi sostituendoli con altre meno pericolose per la salute e l’ambiente.
«Questo riconoscimento – ha affermato il ricercatore correggese – conclude la mia esperienza formativa accademica e non posso che ringraziare chi mi affiancato e mi ha spinto verso questa sfida. L’impegno era rivolto in particolare alla eliminazione e sostituzione della formaldeide, composto cancerogeno conclamato. Una sostanza che è solitamente utilizzata per stabilizzare e indurire i reticoli proteici come la caseina. Il cambio del composto tossico garantisce la realizzazione di materiali pseudoplastici capaci di mostrare le stesse caratteristiche performanti della formaldeide ormai bandita dalle norme vigenti. L’invenzione presenta dunque enormi potenzialità per le positive ricadute sulla salute e l’ambiente e favorisce inoltre l’utilizzo di materie prime naturali come le proteine al posto di polimeri sintetici ricavati soprattutto da fonti di carbonio fossile».
«La eco compatibilità dei cicli produttivi – hanno osservato i professori Gigliola Lusvardi e Lorenzo Tassi che hanno relazionato sullo studio – non deve confliggere con lo sviluppo socio-economico bensì espandere le potenzialità anche in termini di sostenibilità».
Ma conosciamo meglio Diego Leoni. È nato il 23 febbraio del 1993 e, dopo il diploma di Perito chimico capo-tecnico all’Itip Enrico Fermi di Modena nel 2012, si è iscritto al corso di Chimica di Unimore conseguendo a pieni voti il titolo di laurea triennale nel 2015. Il percorso formativo è proseguito con la laurea magistrale in Scienze chimiche ottenuta con il voto di 110 su 110 e lode, nel settembre 2017. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’ateneo di Modena e Reggio Emilia. —
L.V.
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