L’Unione compie undici anni tra inchieste e polemiche
Il presidente Palù: «Le vicende giiudiziarie su vigili e minori? Una botta tremenda, ma ora cerchiamo soluzioni. I servizi vanno condivisi tra più realtà»
Val d'Enza. Oggi l’Unione della Val d’Enza compie 11 anni. Nata il primo di ottobre 2008, ha unito otto Comuni: Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio, San Polo e Sant'Ilario. Anche se la sede è a Barco di Bibbiano, il capodistretto rimane Montecchio Emilia. Undici anni per l’Unione che negli ultimi anni ha dovuto affrontare due inchieste difficili: quella sulla polizia muncipale della Val d'Enza, che vede sotto processo il comandante, il vice e un agente per reati pesanti, e lo scandalo dei bambini affidati, che ha messo in ginocchio l'intero sistema dei servizi sociali.
Nonostante tutto, l’Unione va avanti, ed è il presidente Franco Palù a fare il punto della situazione: «È innegabile, visto le due vicende giudiziarie relative alla polizia municipale e al servizio sociale minori, che la struttura dell'Unione presentasse delle debolezze dovute, in gran parte, alla crescita di funzioni attribuite che spesso non sono andate di pari passo alla programmazione di personale operativo e dirigente». Palù, anche sindaco di San Polo, chiarisce: «Non sono solito a nascondermi dietro un dito e so per certo che le due inchieste, temporalmente consequenziali, hanno dato una tremenda botta all'assetto e al significato stesso dell'Unione. A detta di parte dell'opposizione, l'Unione sarebbe da sciogliere per manifesta inutilità o incapacità dei politici a reggerne le redini, ma non è così che un serio amministratore, che un sindaco di provincia, ragiona. Un sindaco ragiona guardando alla complessità del mondo e delle regole che lo governano impegnandosi e cercando soluzioni. Alcuni servizi come appunto la polizia municipale, i servizi sociali, i servizi informatici e di privacy non sono più gestibili da un singolo Comune di piccola o media grandezza. Credo che il ruolo dell'Unione, nell'attuale quadro legislativo, sia imprescindibile, e questa mia idea è condivisa da tutti gli amministratori della Val d'Enza ». Una posizione, quella Palù, criticata dalle opposizioni. Secondo Natascia Cersosimo, 5 Stelle, di Cavriago, «questo è il compleanno più trash della Val d'Enza. Cosa dovremmo festeggiare? Due inchieste in poco più di un anno? Il totale fallimento dei servizi front office dell’Unione? Oppure la totale decapitazione dei vertici? Meglio far finta di niente; che sia un giorno come gli altri, rimboccarsi le maniche e pensare a riformare questo ente di secondo livello». Per Alberto Iotti di Sant’Ilario, di Alternativa civica, «di fronte a questo scandalo, che non ha precedenti nella storia repubblicana, i nostri sindaci pensano a sostituire solo i vertici della dirigenza dando delle risposte tecniche ai problemi politici. L’incapacità di gestire questo vicenda giudiziaria e affrontare a viso aperto questa problematica dimostra ancora una volta la loro incapacità». —
Daniela Aliu
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