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lotta al degrado 

«No allo sgombero delle ex Reggiane»

«No allo sgombero delle ex Reggiane»

Tria, assessore alla Sicurezza, risponde in consiglio alla Lega «Misura palliativa se non c’è ricollocazione dei senzatetto»

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REGGIO EMILIA. Per le palazzine occupate abusivamente dell’area ex Reggiane non è previsto lo sgombero. Lo annuncia, confermando la linea tenuta dall’amministrazione anche nello scorso mandato, l’assessore alla sicurezza del Comune, Nicola Tria, rispondendo in consiglio comunale a un’interpellanza della Lega sull’area cittadina considerata «scomoda». Il documento – firmato da Melato, Vinci, Salati, Rinaldi, Sacchi, Varchetta e Panarari – chiedeva conto della presenza di senzatetto e irregolari all’interno dei capannoni delle ex Officine.

GLI ACCORDI

«In perfetta sintonia con Questura e Prefettura – fa sapere l’assessore Tria – non si intende al momento procedere allo sgombero delle Reggiane che, oltre a non essere agevole dal punto di vista operativo, produrrebbe solo un effetto palliativo». Secondo l’assessore alla Sicurezza, infatti, «la natura strettamente impositiva di un simile atto e l’assenza di previ accordi sulla ricollocazione degli occupanti, produrrebbe un risultato temporaneo e renderebbe pressoché certo il reinsediamento quasi immediato dell’area».

LA STRATEGIA

Di conseguenza, la strategia seguita dal Comune invece «è quella di una tessitura delle relazioni che ha come obiettivo il graduale e duraturo svuotamento dell’area mediante percorsi individualizzati di ricollocazione delle persone che dimorano negli edifici». Tria, che si è recato sul posto per un sopralluogo, riferisce che la maggior parte degli immobili dismessi (molti dei quali ancora di proprietà dell’immobiliare Fantuzzi), come previsto dall’ordinanza del sindaco Luca Vecchi emanata ad aprile dell’anno scorso, sono stati sigillati con la muratura degli ingressi per evitarne l’occupazione. Ma alcune delle barriere sono state infrante e si conta di ripristinarle «il prima possibile».

FORZE DELL’ORDINE

L’esponente della giunta assicura però che l’area, «è oggetto di controllo e attenzione eccezionali da parte dei tutori dell’ordine e della polizia municipale». Con riferimento a quest’ultima, sono stati trenta i servizi mirati effettuati da novembre del 2018 ad oggi, che hanno portato a numerose denunce, impiegando 66 pattuglie e 131 operatori. In parallelo è stato inoltre avviato un progetto con la cooperativa Papa Giovanni XXIII che, attraverso i suoi operatori, svolge attività di «orientamento e accompagnamento ai servizi e mediazione dei conflitti».

IL CENSIMENTO

L’iniziativa ha prodotto anche un «censimento» della popolazione delle Reggiane: oltre un centinaio di persone, quasi tutte africane, molte delle quali in regola con il soggiorno e altre in attesa di risposta alla richiesta di asilo. «Le cause della marginalità – spiega Tria – sono eterogenee, in parte derivano dalla povertà e in parte dall’uscita dei percorsi di accoglienza». Gli episodi di violenza che si sono spesso verificati, a giudizio dell’assessore, «derivano principalmente dalla convivenza di gruppi etnici diversi». Insoddisfatto della risposta il consigliere Matteo Melato, esponente della Lega, che da tempo auspica lo sgombero come «soluzione ideale». —

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