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l’export del re dei formaggi  

Parmigiano Reggiano: con i dazi di Trump a rischio ricavi per 400 milioni di dollari

Enrico Lorenzo Tidona
Parmigiano Reggiano: con i dazi di Trump a rischio ricavi per 400 milioni di dollari

È il valore nel mercato Usa delle 10mila tonnellate  di formaggio nostrano che con l’orpello passerebbe da 40 a 60 dollari al chilo

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REGGIO EMILIA. Con i super dazi di Trump il Parmigiano Reggiano è il prodotto della tavola italiana che da solo rischia più di tutti. Lo dicono i numeri e il fatto che il re della tavola viene considerato come un marchio unico dentro il variegato comparto dei formaggi. Per capire la portata del dramma commerciale che potrebbe abbattersi sul distretto emiliano, bisogna mettere insieme 2.649 tonnellate di forme, 6.460 tonnellate di punte preconfezionate e altre 275 tonnellate di grattugiato vendute nel 2018 nei soli Stati Uniti. Davanti a voi avrete una montagna di Parmigiano Reggiano che vale 400 milioni di dollari e che, nel volgere di poche ore, potrebbe crollare lasciando macerie sui conti dei 2.820 allevatori e dei 330 caseifici produttori nelle cinque province (Reggio Emilia, Parma, Modena, Mantova destra fiume Po, Bologna sinistra fiume Reno) dove avviene la produzione dei foraggi, la produzione di latte, la trasformazione, la stagionatura e il confezionamento.

Le 9.383 tonnellate esportate al di là dell’Atlantico sono già diventate oltre 10mila tonnellate quest’anno. Un carico prezioso di formaggio finito nel mirino dell’amministrazione americana, che ha messo lo stagionato di casa nostra tra i beni da colpire come compensazione - legittima - per i torti subiti con gli aiuti assicurati tempo addietro dall’Europa al vettore aereo di “casa” Airbus.

Metallo ripagato con formaggio quindi: un controsenso per l’agroalimentare reggiano, che attende la decisione sulla disputa tra Stati Uniti ed Europa davanti al Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio) nella sede di Ginevra. A dire che a rischiare di più è il Parmigiano sono anche le cifre quantificate ieri dal Consorzio del Grana Padano, che calcola in 270 milioni di euro l’export oltreoceano, contro i 370 milioni di euro (controvalore dei 400 milioni di dollari) del Parmigiano.

Il problema è anche di prospettiva, essendo gli Stati Uniti il secondo mercato per export di Parmigiano dopo la Francia, ma destinato a diventare il primo visti i tassi di crescita. Ma Trump minaccia di applicare un dazio pari al valore del prodotto importato. Ciò significa che il dazio passerebbe da 2,15 dollari a 15 dollari al chilogrammo. Considerando i vari passaggi che subisce il formaggio da quando arriva all’importatore a quando raggiunge lo scaffale del supermercato, si può stimare che il costo del Parmigiano Reggiano passerebbe da 40 dollari a 60 dollari al chilo. Ad un aumento di prezzo corrisponderà inevitabilmente un crollo dei consumi. Uno scenario inquietante, vale a dire una riduzione dei consumi tra 80 e 90% relegando il Parmigiano a prodotto di nicchia assoluta. —

Enrico Lorenzo Tidona

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