Spari troppo vicini alle case proteste contro i cacciatori
Molte le segnalazioni in Val d’Enza sulle violazioni del regolamento venatorio Le doppiette rischiano sanzioni salate, fino alla sospensione della licenza
Val d'Enza. A due settimane dall'apertura della caccia, infuriano le polemiche perché, secondo alcuni residenti, i cacciatori non rispettano le regole, in particolare quelle che vietano gli spari a una distanza minima di 100 metri dalle case.
Una delle segnalazioni è arrivata da Sant’Ilario, alla quale hanno fatto seguito proteste da parte dei cittadini di Gattatico e Campegine. I residenti parlano di gruppi di cacciatori che sparano non molto lontano dalle case. Altre segnalazioni sono arrivate dalle campagne tra Barco e Cavriago e nella zona industriale di Corte Tegge, dove anche gli imprenditori hanno notato cacciatori nelle vicinanze dei capannoni. Identico problema nell’area delle colline matildiche, dove i cittadini, oltre che per le distanza, protestano anche per gli orari, che non sarebbero quelli del regolamento. Che parla chiaro: «La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti e posti di lavoro, e di 50 metri dalle strade». In realtà, i cacciatori che non rispettano le regole possono andare incontro a sanzioni pecuniarie anche pesanti che, in caso di reiterazione del comportamenti sbagliato, possono trasformarsi nella sospensione della licenza del porto del fucile. Qualche esempio: chi non rispetta le distanza da case e luoghi di lavoro rischia una sanzione amministrativa da 103 a 619 euro, che crescono da 258 a 1.549 euro in caso di recidiva. Chi caccia fuori dell’orario consentito rischia una multa a 103 a 610 euro la prima volta e, se viene “pizzicato” di nuovo, da 206 a 1.239. In caso di reiterazione la licenza può essere sospesa. Troppi anche gli incidenti accaduti durante la stagione venatoria. Secondo l’ultimo dossier dell’associazione Vittime della caccia, tra il primo settembre 2018 e il 31 gennaio 2019, in Italia ci sono state 80 vittime (21 morti e 59 feriti).
Per questo motivo i cittadini che vivono nei pressi dei territori di caccia chiedono più controlli da parte della Guardie venatorie o del Corpo forestale dello Stato. —
Da.Al.
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