Treni in ritardo, un dossier del Comune
Il sindaco Paoli dice stop ai disservizi: «Fer è un carrozzone, ma il vero problema è politico e sta in chi dirige le società»
bagnolo. Un dossier con i ritardi dei treni regionali da Reggio a Guastalla e ritorno. È quello che sta predisponendo il sindaco Gianluca Paoli, stanco delle lamentele ormai quotidiane dei pendolari, siano essi studenti o lavoratori, costretti a rimodulare le giornate sui tardi, alcuni clamorosi, o le soppressioni dei mezzi che dovrebbero condurli al lavoro o a scuola.
«È ora di prendere in mano la situazione e tentare di risolverla – afferma Paoli – anche se avere a che fare con Fer, Tper, Seta è tra le cose più complesse che mi sia capitato fare per il costante rimpallo delle responsabilità».
Il dossier conterrà tutti i ritardi e le soppressioni di treni regionali a partire dal 16 settembre, il primo giorno di scuola, e fino al 30. Verranno annotati sia i ritardi di pochi minuti, sia quelli lunghi che alla fine portano alla soppressione di corse.
«Una volta terminato, il dossier lo spediremo per posta certificata a Stefano Masola, direttore generale delle Ferrovie Emilia Romagna, chiedendo il giustificativo scritto per ogni disagio provocato all’utenza. Poi attenderemo la risposta per capire in quale direzione andare». Tanto per fare un esempio: pochi giorni or sono il primo treno del mattino è partito da Reggio Emilia, diretto a Guastalla con 15 minuti di ritardo. «Prima di tutto – spiega Paoli – voglio capire il ritardo nella partenza che non è facilmente giustificabile, e poi voglio sapere perché quel treno è arrivato a destinazione mantenendo gli stessi identici 15 minuti. Perché non è riuscito a recuperare nulla?»
Paoli la questione dell’inefficienza dei treni l’ha presa a cuore «ma soprattutto non ho voglia – afferma – di girare attorno a una questione che ha a che fare direttamente con la qualità della vita dei miei cittadini: l’inadeguatezza dei servizi di trasporto sulla linea Reggio-Guastalla e su tutte le altre linee di collegamento dei paesi della provincia reggiana, ha direttamente a che fare con l’incompetenza di chi è a capo delle società di servizio. Il problema è nelle nomine che la Regione ha fatto ed è quindi di natura squisitamente politica. Bisogna che qualcuno lo dica – prosegue il sindaco di Bagnolo – e allora lo faccio io, che sono stato eletto in maggio con una lista civica pura e posso permettermi di non mandarla a dire a nessuno».
Insomma, secondo Paoli, che per eccesso di scrupolo è andato a studiarsi la composizione delle società della galassia ferroviaria emiliana, Fer sarebbe il classico “carrozzone italico”. Scelte discutibili, meccanismi farraginosi, lentezze, difficoltà nelle comunicazioni, frammentazione di società e competenze fino a non capire più chi debba fare qualcosa. Ecco, di tutto questo Paoli non ne può più. «In questi ultimi dieci anni – conclude – si è mandato in malora un servizio indispensabile perché l’unica preoccupazione è stata quella dei conti. Così facendo, siano arrivati a una società che ha bilanci in attivo e a un servizio sempre più scadente, perché la manutenzione su mezzi e linea non si fa più. E questo non può esistere. Ciò che Fer guadagna deve essere reinvestito nel miglioramento del servizio». —
Cristina Orsini
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