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A Caprara una piantagione di marijuana era nascosta in un boschetto

A Caprara una piantagione di marijuana era nascosta in un boschetto

I carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto attivano i controlli dopo le segnalazioni di movimenti sospetti e scoprono dieci piante alte fino a un metro e mezzo

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CAMPEGINE. Alcuni giovani erano stati visti bazzicare nei pressi del boschetto con frequenza quotidiana. I residenti hanno segnalato i movimenti sospetti al 112. È stato così che i carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto hanno trovato alcune piante di canapa indiana nascosta tra la vegetazione. La piccola piantagione si trovava in un’area boschiva a Caprara, in un terreno demaniale nelle vicinanze di via San Nicola. 
 
La coltivazione di marijuana era amorevolmente curata. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini a carico di ignoti in ordine al reato di produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. I carabinieri stanno cercando di identificare gli ignoti contadini. La pazienta attesa degli operanti protrattasi per alcuni giorni non ha permesso di intercettare coloro o colui che si occupava in prima persona della piantagione, accuratamente concimata e annaffiata come desunto anche dalla presenza di specifica attrezzatura quale piccole vanghe e fertilizzanti. 
Al riguardo sono al vaglio alcune testimonianze che hanno indicato la zona essere ultimamente frequentata da un gruppetto di giovani. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo per evitare di compromettere le risultanze investigative dell’indagine coordinata della Procura reggiana. 
 
È proprio partendo dalle segnalazioni di alcuni cittadini che hanno riferito la presenza sospetta di alcune persone nella zona della Val d’Enza reggiana che i carabinieri di Castelnovo Sotto hanno eseguito uno specifico servizio. Controlli a tappeto che sono stati eseguiti in particolare in una zona demaniale in un’area boschiva a Caprara di Campegine. Il sopralluogo ha rivelato i motivi di tale sospette frequentazioni: è stata infatti rinvenuta una mini piantagione costituita da una decina di piante di marijuana amorevolmente coltivata e concimata con sostanze fertilizzanti organiche. 
 
Piante di canapa indiana, aventi un’altezza tra un metro e trenta e un metro e mezzo che ha indotto gli operanti ad eseguire per alcuni giorni servizi d’osservazione con lo scopo di intercettare coloro o colui che si occupava della piantagione. Servizi che non hanno prodotto i risultati auspicati. Da qui la rimozione delle piante sottoposte a sequestro che ora saranno sottoposte ad analisi di laboratorio necessarie per accertare il tasso di principio attivo della canapa. 
 
La pianta ha tanti nomi ma se cresce sopra il 30 parallelo ha una percentuale di Thc (tetracannabinolo) attorno allo 0.1, mentre nei climi più caldi diventa psicoattiva, arrivando anche al 25. 
Grazie alle testimonianze i militari dell’Arma potrebbero, a breve, arrivare all’identificazione dei pollici verdi reggiani.

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