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Esposto contro il campo sinti «Rifiuti pericolosi e fuochi»

Esposto contro il campo sinti «Rifiuti pericolosi e fuochi»

Lo hanno inviato al procuratore della Repubblica alcuni residenti di Budrio Il sindaco: «Vengano a parlarne con me, collaboreremo con le forze dell’ordine»

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correggio. Grossi quantitativi di ferro, rame e pezzi di auto portati notte e giorno nel campo nomadi di via Fossa Ronchi a Budrio di Correggio e accumulati senza alcuna protezione. Di notte alti falò dai quali si alzano nuvole di fumo nero e maleodorante che appestano l’aria. Le attività dell’area nella quale vivono, ormai da decine di anni, una cinquantina di sinti – si tratta di terreni di proprietà, acquistati nel tempo dai contadini lì attorno – provocano di nuovo le proteste dei residenti che questa volta hanno preso carta e penna per scrivere un esposto, mandato al procuratore della Repubblica di Reggio Emilia e per conoscenza alla Questura, al Comune, ai carabinieri, alla forestale, ai vigili del fuoco, all’ufficio di Igiene pubblica dell’Ausl e alla polizia municipale. Insomma, secondo chi vive a Budrio, la questione è seria.

Non è la prima volta, infatti, che le forze dell’ordine irrompono nel campo per fare controlli e sanare situazioni di potenziale rischio. L’ultima è stata nel 2016 quando vennero sequestrate grosse quantità di batterie al piombo esauste (quasi 400), probabilmente rubate, e tenute, come altre tipologia di rifiuti, anche pericolosi, all’aria aperta. In quell’occasione venne aperta un’indagine – non ancora chiusa – e denunciata una persona. È spettato al Comune che nel campo inviò una task force di agenti della municipale, mappare abitazioni (alcune in mattoni, altre solo baracche, altre ancora ricavate in roulotte) e abitanti e inviare il tutto ai magistrati. Come ulteriore misura, nei pressi del campo nomadi, lungo via Fossa Ronchi, vennero istallate delle telecamere per la videosorveglianza.

Ora siamo daccapo. I residenti chiedono controlli ma soprattutto che vengano bloccate «le attività illecite che quotidianamente mettono a rischio tranquillità e salute pubblica». «Da alcuni mesi – scrivono – si è sviluppato un viavai di auto, furgoni e camion che scaricano grossi quantitativi di metallo nel campo. Poi si precipitano a tutta velocità sulla piccola strada di campagna, mettendo a rischio l’incolumità delle persone che transitano di lì». Non solo: i residenti che hanno reagito e hanno tentato «di dire qualcosa ai conducenti sono stati pesantemente minacciati e fatto oggetto di spunti». E poi c’è la questione dei falò dai quali di sprigiona, scrivono, i residenti, «l’odore tipico della plastica e l’aria diventa irrespirabile». Dunque, che fare? La prima a tracciare un percorso è il sindaco Ilenia Malavasi che ancora non ha ricevuto l’esposto.

«Se verranno in Comune – dice il sindaco – ben volentieri parlerò con i residenti di Budrio per valutare la situazione e capire come poterla affrontare. E comunque, noi siamo sempre pronti a collaborare con le forze dell’ordine». —

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