Gazzetta di Reggio

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il bilancio 

Quindici agenti e il cane antidroga Scovati 2 clandestini che saranno espulsi

Am.P.

Le pattuglie sono entrate  all’alba da via dell’Aeronautica Sono stati controllati alcuni  capannoni abbandonati usati come rifugio notturno

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reggio emilia. Tre uomini sono stati portati negli uffici di via Dante per verificare la loro posizione sul territorio italiano: uno si è rivelato un africano con permesso di soggiorno scaduto (ma ha presentato ricorso e quindi è considerato in regola), mentre due marocchini sono effettivamente dei clandestini e quindi verranno espulsi con decreto del questore, Antonio Sbordone. Non è stato trovato stupefacente nonostante il cane antidroga Victor, condotto dall’ispettore di polizia municipale Corrado Bernardi, abbia fiutato un’ampia porzione di terreno.

È stato questo il bilancio dell’operazione di polizia eseguita ieri all’alba – prima che i capannoni si svuotassero degli occupanti abusivi – alle ex Reggiane, l’area industriale dismessa diventata ricettacolo di senzatetto e spacciatori.

Erano presenti numerosi poliziotti: tre pattuglie delle Volanti, una del Reparto Prevenzione Crimine, un equipaggio della polizia municipale e un altro del posto di polizia di via Turri: nel complesso una quindicina di uomini, tra i quali spiccava un agente con la pistola elettrica gialla (il taser) assicurata alla cintola.

Le auto di servizio sono entrate alle 7.30 da via dell’Aeronautica, dove è stata alzata la sbarra protettiva: unico passaggio possibile da quando l’ingresso di via Agosti è stato murato, mentre l’altro accesso di piazzale Europa ha dei fittoni di cemento che lo rendono off limits per le quattro ruote.

Gli agenti hanno svegliato e controllato i documenti personali a tutte le persone presenti in alcuni capannoni. La verifica a tappeto, coordinata dal dirigente delle Volanti, Carlo Maria Basile, è filata via liscia.

Non si è trattato, come ha sottolineato lo stesso Basile, di controlli straordinari: «La polizia è una presenza costante» nell’area a rischio, definita un «nervo scoperto» – dal punto di vista sociale, dell’ordine pubblico e soprattutto per la politica – della città. Un’area, al pari della stazione, oggetto di «continui monitoraggi» da parte della questura.

Che l’impegno sia martellante da parte delle forze dell’ordine non c’è alcun dubbio. Il punto è che i controlli cadenzati possono solo “colpire” i clandestini e gli irregolari, che qui trovano rifugio per una notte; mentre in via Agosti, da due anni a questa parte, gli occupanti sono per la stragrande maggioranza regolari. Gli ultimi, che “conviene” tenere in un ghetto, benché disumano e in pessime condizioni igieniche, piuttosto che per strada. —

Am.P.

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