Gazzetta di Reggio

Reggio

la testimonianza 

«Situazione nota a tutti Questa volta è andata bene»

A.V.

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brescello. Epicentro del fatto di cronaca è stato il ristobar Kiki di via Imperiale a Lentigione, nel cuore della piccola frazione brescellese. È qui che la giovane è andata a rifugiarsi assieme alla cugina per cercare di sfuggire alla furia del 32enne che la inseguiva armato di un lungo coltello e di un piede di porco. La scelta della ragazza di rifugiarsi in quel luogo amico – dov’è conosciuta da tutti – si è rivelata decisiva. Sono stati due artigiani di circa 40 anni a bloccare l’aggressore e a fermarlo. Il giorno dopo, all’interno del ristobar, non c’è molta voglia di parlare dell’accaduto; si spera di dimenticare in fretta quella violenza, scoppiata dopo la pausa pranzo. «Sono arrivato dopo – racconta il titolare, Fabio Iuliano –. Al mio arrivo ho visto la giovane che piangeva spaventata, e sul posto c’erano i carabinieri. Poi è arrivata anche la sindaca a sincerarsi dell’accaduto. Per fortuna che alcune persone hanno trovato il coraggio di intervenire per fermare questa follia». L’ossessione del 32enne nei confronti di questa ragazza è ben nota a Lentigione e, ora che l’aggressione è stata reiterata, l’auspicio degli avventori del bar è che il colpevole rimanga a lungo in cella.

«Tutti sapevano dei problemi che c’erano tra i due – aggiunge il barista – e che lui era già stato in galera a causa del suo atteggiamento. Chi era presente mi ha riferito che le armi che impugnava sono rimaste qui per terra, e che il coltello era particolarmente lungo. Le sue intenzioni erano ben chiare». All’interno del locale ci sono alcuni clienti che hanno assistito alla scena, ma preferiscono non esprimersi. «È andata bene», dicono solamente. —

A.V.

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