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il processo 

Truffa dei falsi assegni per orologio d’oro e pc Due donne alla sbarra

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REGGIO EMILIA. Per la squadra mobile fu una doppia truffa, a cavallo degli anni 2012-2013, ricostruzione poi avallata dalla Procura e ieri questa vicenda è approdata davanti al giudice Silvia Semprini.

Alla sbarra due donne d’origine foggiana – risultano di Lucera – che secondo i poliziotti in quel periodo gravitavano su Reggio Emilia: la 44enne Rita Fiorella De Biase e la 30enne Maria Iannotti. Ma le due imputate non sono presenti in aula e il giudice Semprini nomina d’ufficio – per una delle due pugliesi – l’avvocato Maurizio Colotto.

STESSO STRATAGEMMA

Per gli inquirenti la tecnica adottata è sempre stata la stessa: le due imputate avrebbero risposto ad inserzioni su Internet, per poi presentarsi a casa di chi con quell’annuncio aveva messo in vendita oggetti interessanti, per poi arrivare all’acquisto pagato con un assegno.

Particolare non indifferente: quelle “visite” avvenivano sempre di venerdì, in modo che chi vendeva potesse incassare l’assegno in banca solo il lunedì successivo. Peccato, però, che gli assegni erano fasulli, da qui l’accusa di truffa.

A distanza di quasi sette anni dai fatti, ieri sono state sentite le due vittime: un uomo e una donna.

Nel primo caso il reggiano aveva messo in vendita sul web un computer. Veniva contattato e di venerdì si era concluso l’acquisto per 1.600 euro. Il pagamento attraverso un assegno, ma tre giorni dopo, e in banca l’amara scoperta. Assegno non incassabile perché fasullo, inevitabile la denuncia in questura con il racconto di quanto accaduto.

OGGETTO DI LUSSO

Poi ha deposto una reggiana (a cui vengono mostrate anche delle foto segnaletiche) che in quel periodo intendeva vendere – tramite un sito apposito di annunci in Rete – un prezioso orologio Philippe Patek («Con la cassa in oro e il cinturino in pelle») e l’acquirente lo trova ben presto.

La donna parla di due persone che arrivano nella sua abitazione, di una trattativa per la vendita, perché lei ha fissato il prezzo dell’orologio di lusso in 8mila euro, ma l’accordo con chi compra verrà trovato in 7.200 euro.

Anche in questo caso l’acquisto viene fatto con un assegno circolare, poi rivelatosi falso al momento dell’incasso nell’istituto di credito. Un lunedì nero pure per questa venditrice.

Se ne riparlerà in aula il 19 maggio. —

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