Giro di vite nelle aree a rischio In un anno 84 allontanamenti
Il report della Municipale e della Questura su abusivi, ubriachi, accattoni e bivacchi «Il monitoraggio è costante, non esiste una zona della città peggiore delle altre»
Misure antidegrado: nell’ultimo anno la polizia municipale e la polizia di Stato in modo congiunto hanno emesso 84 ordini di allontanamento. Tra questi 19 sono recidivi colpiti da quelli che vengono definiti impropriamente Daspo urbani. È il primo bilancio stilato dalle forze dell’ordine reggiane sui nuovi poteri concessi ai sindaci in materia di sicurezza, decoro e vivibilità urbana (all’epoca si parlò di sindaci-sceriffi).
gli strumenti
«Si tratta di strumenti nuovi, introdotti dal decreto Minniti del 2017», ha esordito Francesco Panetta, dirigente del Reparto Anticrimine della questura. Le nuove disposizioni sono state adottate dal Regolamento comunale – e quindi sono entrate in vigore a Reggio Emilia – il 28 luglio 2018. Il Regolamento prevede diversi gradi di interventi antidegrado. Il primo step è l’Oda, ordine di allontanamento: a coloro che disturbano può essere prescritto l’allontanamento da quella determinata area cittadina per 48 ore e una multa da 100 a 300 euro. Multe tuttavia solo sulla carta: se il totale delle sanzioni annuali si aggira sui 10mila euro, occorre sottolineare che nessuno paga, anche perché se pagassero l’iter procedurale si estinguerebbe. Il secondo step scatta quando il medesimo soggetto ricommette la medesima violazione (cioè viene pizzicato una seconda volta a disturbare nello stesso luogo) nel giro di due anni oppure se l’individuo è stato condannato per altri motivi negli ultimi 5 anni; in tal caso il questore ha la facoltà di emettere il Dacur (ovvero il divieto di accesso alle aree urbane) per un anno. Nella forma aggravata (che rappresenta una ulteriore recidiva) il Dacur sfocia nel cosiddetto Daspo urbano, chiamato così perché simile al Daspo sportivo, consistente in una denuncia penale che prevede inoltre restrizioni alla libertà personale quali ad esempio l’obbligo di firma.
L’IDENTIKIT dei molesti
Al di là delle distinzioni normative piuttosto sofisticate, le tipologie di violazioni più comuni consistono in parcheggiatori abusivi, commercianti ambulanti abusivo, bivacco, accattonaggio molesto, ubriachezza molesta, secondo «una interpretazione piuttosto ampia». La città è stata suddivisa in cinque macroaeree: istituti scolastici, parchi, zone miste scuole/parchi, aeree turistiche (il pieno centro, piazza San Prospero e piazza Prampolini) e infine la zona stazione (da piazzale Marconi a piazzale Europa). «Non esiste un’area prevalente rispetto alle altre, così come il tipo di violazione dipende dall’area: è ovvio che i parcheggiatori abusivi abbondano nei dintorni dell’ospedale, il bivacco e l’ubriachezza molesta in stazione, l’abusivismo commerciale in centro storico», ha sottolineato il comandante Poma, che ha stilato anche l’identikit degli “attentatori” della quiete pubblica: per il 90% stranieri, per il 98% uomini.
i punti deboli
«Si tratta di un’opera di monitoraggio impegnativa – ha sottolineato Poma – Ad ogni passaggio il soggetto deve ogni volta essere portato negli uffici, identificato, redatto il verbale, comunicato l’Oda o il Dacur. Nel frattempo molti di questi soggetti svaniscono: è proprio questo l’obiettivo». —
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