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brescello, il gruppo genitori 

«Scuola, l’assessore dà risposte generiche: ci vuole ben di più»

«Scuola, l’assessore dà risposte generiche: ci vuole ben di più»

«Ha fatto il compitino ma non basta un incontro pubblico. Serve con urgenza un tavolo di lavoro permanente e impegno vero oltre alle idee»

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Brescello. Maggiore impegno sul tema della scuola. È quanto richiede all’amministrazione comunale, tramite una nota, il gruppo “Genitori a tempo pieno”, a seguito del consiglio comunale che si è svolto lunedì 30 settembre.

«Durante la seduta – spiegano Nicola Bolzoni e Silvia Villani, che firmano la nota – è stata fatta un’interrogazione dal gruppo d’opposizione “Brescello Riparte” relativamente ai servizi scolastici, dove si chiedeva quali intenzioni avesse l’amministrazione sul rilancio del doposcuola e con quali tempi e modalità di coinvolgimento verso i cittadini. La risposta dell’assessore Giada Avanzi è stata largamente insoddisfacente e approssimativa. Oltre ad avere detto cose da tempo note a tutti i cittadini, Avanzi non ha spiegato quali azioni concrete vuole mettere in atto, affermando genericamente di volere fare l’ennesimo incontro pubblico sul tema del doposcuola, volontà già espressa in passato dal sindaco senza però aver fissato ancora una data. Oltre a non avere notizie di questo incontro, non ci sono nemmeno per i lavori di ristrutturazione della scuola che sarebbero dovuti partire ad agosto di quest’anno. In attesa di avere una risposta, non ci resta che rilevare che a distanza di oltre un anno dall’insediamento di questa giunta, non si è ancora capito quali siano le politiche che l’assessore alla Scuola vuole mettere in atto e ancora meno ne sappiamo di quelle dell’assessorato alla Famiglia, altro assessorato chiave».

«Crediamo – scrive il gruppo – che sia indispensabile istituire urgentemente un tavolo di lavoro permanente teso a coinvolgere le famiglie e le realtà del territorio. Ci vuole tempo e voglia per incontrare e ascoltare le persone, anche quelle che la pensano diversamente. Non basta quindi un solo incontro pubblico, ne occorrono molti di più per creare contesti di collaborazione. Non è sufficiente presentarsi in consiglio con i “compiti” fatti solo perché sollecitati da un’interrogazione dando ai cittadini risposte preconfezionate. Oltre alle idee occorre un impegno maggiore e, per ora, ne stiamo vedendo molto poco». —

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