Coldiretti sul piede di guerra «Danni pesanti per l’export»
L’associazione mette a punto nuove stime sugli effetti dei dazi «Attivare al più presto forme di sostegno ai settori più duramente colpiti»
REGGIO EMILIA. Anche la Coldiretti reggiana fa sentire la propria voce sui disagi derivanti dai nuovi dazi americani e denuncia le pesanti ricadute che si avranno sul sistema produttivo della nostra provincia. A farne le spese saranno infatti le esportazioni agroalimentari.
Nella “black list” annunciata dagli Usa figurano infatti Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino e altri prodotti lattiero caseari nonché prosciutti di suini domestici (no i dop), crostacei, molluschi, agrumi, succhi e liquori. Restano esclusi dal nuovo aggravio solo gli elementi di base della dieta mediterranea, quali olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta, vino.
È quanto stima appunto la Coldiretti sulla base della lista del Dipartimento del commercio statunitense pubblicato sul Registro Federale.
«Tra gli alimenti più colpiti – precisa Maria Cerabona direttore della Coldiretti reggiana – c’è il Parmigiano Reggiano che nel 2018 ha registrato, unitamente al Grana Padano, esportazioni per 150 milioni di euro. Il Parmigiano Reggiano delle aziende esportatrici reggiane ora viene venduto negli Stati Uniti ad un prezzo di circa 40 dollari al chilo; a causa dei rialzi dei dazi ci sarà un immediato aumento del 40% passando, alla vendita, a circa 60 dollari al chilo. Il danno è indubbiamente inferiore a quello del 90% inizialmente minacciato, ma resta ugualmente molto pesante, soprattutto per le imprese che esportano anche il 50% della loro produzione e negli anni hanno investito per costruire un mercato straniero».
«Significativa – continua la dirigente della Coldiretti – l’assenza del vino dai destinatari del rincaro perché questo è il prodotto made in Italy più esportato negli Usa mentre non sfuggono il nettare di bacco francese, ripetutamente minacciato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e l’olio di oliva spagnolo. La manovra appare un esplicito tentativo di dividere l’Europa».
La Cerabona completa la sua analisi dicendo: «Ora è necessario aprire la trattativa a livello comunitario e nazionale ed una buona premessa al confronto sono le importanti relazioni con il presidente Usa che ha saputo costruire il premier italiano Giuseppe Conte». E aggiunge, ribadendo quanto affermato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini: «C’è l’esigenza di attivare al più presto forme di sostegno ai settori più duramente colpiti che nulla hanno a che fare con la disputa aerospaziale degli aiuti ad Airbus e Boeing che ha originato la guerra commerciale». La Coldiretti ricorda che il settore del Parmigiano Reggiano conta, nella nostra provincia, 931 allevamenti che costituiscono il 33% del comprensorio e garantiscono una produzione annua di quasi 6 milioni di quintali di latte lavorati in 92 caseifici per realizzare oltre 1 milione di forme. —
L.V.
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