Il paese si mobilita per Ivalda, ma la casa ancora non si trova
L’assessore Davoli e l’assistente sociale hanno fatto visita all’88enne disabile. Il “caso” rilanciato sui social: «Una situazione allucinante»
SCANDIANO. Sembra di difficile soluzione l’emergenza abitativa, vissuta ormai da troppo tempo, da Ivalda Taburchi. L’88enne, vedova dello storico medico di base Dino Antonini, costretta su una sedia a rotelle e ora anche con gravi problemi alla vista, aveva lanciato un appello dalle pagine della Gazzetta: «Con la morte di mio figlio Edoardo sono rimasta sola e ora sono disperata. Nella mia casa ci sono troppe barriere: con la carrozzina per me è impossibile uscire e, persino, andare in bagno».. Il suo caso era già stato posto all’attenzione della precedente amministrazione, ma senza che si trovasse una soluzione. Ora a prendersene a cuore è anche Elisa Davoli, neo assessore alla città accogliente e dei diritti, con deleghe, tra le altre, a politiche sociali e di accoglienza, politiche abitative.
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Davoli e un’assistente sociale hanno fatto visita all’anziana. «Ho mostrato loro la casa – racconta Ivalda – E spiegato quali sono le mie gravi difficoltà. Sembra che trovare un’abitazione con le caratteristiche giuste sia difficile. Possibile che non si trovi proprio nulla?».
Il “caso” ha ottenuto molte condivisioni sui social e c’è chi s’interroga su come potere aiutare la signora la cui situazione è definita «allucinante». «Io vorrei solo una casa adatta alle mie condizioni – sottolinea l’anziana – senza scale o gradini, per potermi muovere con la carrozzina, andare in bagno e, ogni tanto, uscire a prendere un po’ d’aria. Dovrebbe essere al piano terra. Ma basterebbe anche solo una terrazza... Non importa sia in centro. Pagherei quello che c’è da pagare. Non è un problema di soldi».
«Avevamo già fissato con la signora un appuntamento. Questo per dire che noi ci siamo», ha detto l’assessore Davoli. Ma dopo le prime parole incoraggianti emerge la delicatezza e complessità della situazione: «La signora non è nelle graduatorie per un alloggio popolare. Non è semplice. Stiamo valutando più ipotesi. Ci sarebbe un appartamento, ma al quarto piano: servirebbe l’ascensore. Prima di tutto ci preme mettere in sicurezza la signora». —
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