Litiga e picchia l’ex ma cade l’accusa di atti persecutori
Per un ucraino di 42 anni condanna soft a 4 mesi di reclusione (pena sospesa) per le lesioni alla 24enne al culmine di una discussione
QUATTRO CASTELLA. A quattro anni dai fatti, si è sgonfiata in ambito processuale una vicenda che vede coinvolti due ex fidanzati – cioè un ucraino di 42 anni e un’italiana 24enne – di cui non forniremo elementi ulteriori che possano far identificare la vittima, cioè la giovane.
E dire che i due erano rimasti in buoni rapporti dopo la fine della storia sentimentale, ma il 27 settembre 2015, durante una passeggiata a Puianello, era nato un battibecco, complice probabilmente l’incontro di una vecchia fiamma dell’ucraino. Secondo la ricostruzione fatta dal pm Maria Rita Pantani – che ha coordinato gli accertamenti dei carabinieri – lui, al culmine del litigio, afferrava al collo e al braccio l’ex fidanzata, facendola cadere a terra per poi sedersi su di lei con tutto il corpo, causandole lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Ma per gli inquirenti la vicenda non sarebbe finita lì, perché per circa tre mesi il 42enne avrebbe messo sotto pressione la giovane fra offese («Puttana»), messaggi telefonici quotidiani, molestie e minacce. Da qui anche l’accusa di stalking.
Difeso dall’avvocato Costantino Diana, l’ucraino ha dato una versione ben diversa, negando di essere uno stalker nel processo tenutosi con rito abbreviato: «C’era stato solo un battibecco fra ex – dice in aula – non l’ho mai perseguitata, anzi non volevo più stare con lei. Era nato un litigio per gelosia da parte di lei. Ci eravamo spintonati a vicenda. Successivamente le avevo inviato degli sms per chiederle scusa per quanto accaduto durante la lite».
La Procura ha chiesto per il 42enne la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione, mentre il difensore ha puntato sull’assoluzione per quanto concerne gli atti persecutori («Solo un litigio – ha sottolineato nell’arringa l’avvocato Diana – e nella decina di messaggi inviati le chiedeva scusa per l’accaduto. Il mio assistito non voleva tornare con l’ex, non c’era quindi motivo per perseguitarla») mentre ha chiesto il minimo della pena per le lesioni. L’ex fidanzata non si è costituita parte civile.
Dalla camera di consiglio il gup Andrea Rat è uscito con una condanna soft (4 mesi di reclusione, pena sospesa e non menzione) avendo derubricato l’accusa di stalking in minacce gravi. Un deciso ridimensionamento. —
T.S.
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