Prima sequestra la moglie, poi la stupra
Reggio Emilia, in maggio tiene inchiodata la 34enne in un casolare fra pugni e minacce, in agosto altre botte e la violenza sessuale
REGGIO EMILIA. Vite al limite di due coniugi – lui marocchino di 31 anni, lei italiana di 34 anni – sposati da circa due anni che occupano abusivamente una casa abbandonata in via Ferraroni e hanno problemi con alcol nonché droghe. Non daremo elementi per farli riconoscere, in quanto dal maggio scorso la situazione fra loro sarebbe talmente degenerata da sfociare in reati gravissimi che lunedì pomeriggio hanno portato all’arresto del nordafricano da parte della polizia, in applicazione della misura cautelare in carcere disposta dal gup Dario De Luca su richiesta del pm Piera Giannusa.
Due i terribili episodi che portano dritto dritto in cella il marito. Il primo si colloca a partire dal 2 maggio scorso e poggia sulla denuncia della moglie, avvalorata dalla testimonianza di un’amica. Quel giorno la donna ha bevuto un po’ troppo e si trova in un bar di via Roma quando nel locale piomba il marito che l’afferra per un braccio e la fa salire a forza in macchina, per poi portarla nella casa in cui vivono in condizioni igienico-sanitarie allucinanti, fra suppellettili ovunque e un materasso steso sul pavimento.
È l’inizio, fra quelle quattro mura, di un pestaggio: calci, pugni, bastonate, trascinamenti per i capelli, ma anche minacce di morte a lei e ai suoi due gatti (a cui è molto affezionata perché lasciati alla donna dalla madre in punto di morte), inoltre alla moglie vengono tolti i cellulari. Per tre giorni la 34enne rimane inchiodata in una camera, le viene impedito anche di andare in bagno, è in condizioni pietose perché picchiata selvaggiamente. Allo stremo, la donna approfitta di una distrazione del coniuge per inviare un inequivocabile richiesta d’aiuto (help) ad un’amica che chiama subito i soccorsi attraverso il 113. All’arrivo della polizia nella casa abbandonata, lui riuscirà a fuggire calandosi dalla finestra. In ospedale la moglie viene giudicata guaribile in 25 giorni per frattura alle ossa nasali, policontusioni e abrasioni multiple. Per il nordafricano scattano le prime pesanti accuse: sequestro di persona, lesioni e minacce gravi.
Ma gli atti violenti non finiscono qui, perché il 28 agosto scorso – sempre in un edificio abbandonato in cui lei si era recata con lui per recuperare la propria borsa – si arriva allo stupro. Ancora pugni e schiaffi, ma anche la minaccia di farle fare la stessa fine della giovane cinese uccisa nel bar Moulin Rouge. Sotto scacco, la 34enne viene violentata, inoltre per le lesioni all’occhio e orecchio destro, sarà giudicata guaribile in 15 giorni. A quel punto il pm Giannusa – titolare dell’inchiesta – ritenendo la situazione fuori controllo, ottiene la misura restrittiva. Ieri mattina il marocchino – in tribunale – si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip De Luca. Resta dentro. L’avvocato difensore Costantino Diana, all’uscita dall’aula, è cauto: «C’erano rapporti molto tesi e complessi fra i due coniugi, bisognerà approfondire per arrivare alla verità». —
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