Chiesa inagibile per il fulmine niente messe per un mese
Il parroco: «Entro una settimana il progetto di messa in sicurezza poi i lavori» I fedeli parteciperanno alle funzioni domenicali e al catechismo nella canonica
correggio. Sopralluogo, ieri mattina, dei tecnici della Diocesi e del Comune, al campanile della chiesa di San Geminano vescovo, a Prato di Correggio, colpito da un fulmine all’alba di giovedì, durante la tempesta di pioggia e lampi.
«Si è trattato di un controllo necessario per verificare l’entità dei danni – spiega Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio – e per capire se fosse effettivamente necessario procedere con l’ordinanza di inagibilità. Effettivamente il pericolo di nuovi crolli esiste, quindi l’edificio è stato chiuso».
lo schianto
Il fulmine si è scaricato sulla parte muraria immediatamente sotto il culmine del campanile della chiesetta barocca, provocando il distacco di una parte dei mattoni e delle tegole che ricoprono il piano della torre campanaria sul quale si alza la cuspide. Un buon quantitativo di calcinacci è caduto a terra e i vigili del fuoco, che hanno compiuto la prima verifica giovedì mattina, hanno recintato tutta l’area. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati, due residenti – entrambi frequentano la parrocchia – che hanno udito lo schianto e hanno poi visto mattoni e calcinatti per terra e hanno dato l’allarme chiamando anche i vigili del fuoco.
il sopralluogo
Ieri mattina, assieme all’architetto Angelo Dallasta, responsabile dell’ Ufficio diocesano beni culturali e ai tecnici comunali, al sopralluogo ha partecipato anche il parroco don Pietro Paterlini che cura, tra le altre, anche la comunità cattolica di San Martino in Rio, dove risiede.
messa in canonica
«I danni sono ancora da verificare – spiega il sacerdote – ma il fulmine, per fortuna, non dovrebbe essere passato all’interno del campanile, perché le strutture non sembrano colpite e l’elettricità non è stata interrotta. Tra una settimana speriamo sia pronto il progetto di messa in sicurezza, poi verranno affidato i lavori e, se tutto procederà senza intoppi, tra un mese mi auguro che la chiesa posso essere riaperta per la messa domenicale».
Fino a quel momento, i fedeli dell’antica chiesa di Prato, ricostruita durante il primi decenni del diciassettesimo secolo (ma la pieve originaria risale a prima del Mille), dovranno utilizzare la canonica.
«Appronteremo il salone di fianco alla chiesa – conclude il parroco – per fare le messe domenicale e le attività della parrocchia come il catechismo».
Difficile dire con certezza quanto tempo occorrerà perché la chiesa torni come prima. Intanto la Diocesi procederà con l’intervento di messa in sicurezza del campanile, che servirà per eliminare – dopo le verifiche dei tecnici comunali – l’inagibilità. Ciò che serve, per ottenere questo prima risultato, è eliminare il rischio di nuovi crolli di mattoni dal campanile. Fatto questo, occorrerà un nuovo progetto di ripristino, più complesso del precedente, e per il quale sarà anche necessario reperire i fondi. —
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