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montecchio, LA POLIZIA LOCALE 

Gulminelli comandante della Municipale

Gulminelli comandante della Municipale

Arriva da Ravenna, dove è commissario capo. Scelto tra nove candidati, prenderà servizio il 4 novembre prossimo

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MONTECCHIO. Il 4 novembre prossimo entrerà in servizio il nuovo comandante della polizia locale della Val d’Enza. Termina così la “gestione provvisoria” necessaria per dare il tempo all’Unione Val d’Enza di scegliere il nuovo comandante dopo che i vertici precedenti sono finiti sotto processo per una serie di reati. Il caso è scoppiato nell’estate dello scorso anno. La stessa Unione Val d’Enza ha poi dovuto affrontare un’altra inchiesta che ha scosso ancor più le sue fondamenta: quella sui bambini affidati dai servizi sociali.

Per quanto riguarda la polizia municipale, manca l’ufficialità – attesa in queste ore – ma il nuovo comandante è Stefano Gulminelli, 49 anni, che arriva da Ravenna, città dove ha svolto il ruolo di commissario capo, responsabile dell’Ufficio comando della polizia locale. È laureato in Sociologia e Scienze criminologiche per la sicurezza e ha una esperienza ventennale maturata nei vari profili professionali. Ha lavorato in stretta collaborazione con il comandante della polizia locale di Ravenna e in questi anni ha svolto prevalentemente funzioni di programmazione, organizzazione e controllo trasversali a tutto il Corpo.

Per il ruolo di comandante della polizia locale della Val d’Enza si sono candidati undici concorrenti provenienti da tutta Italia, ma solo nove si sono effettivamente presentati davanti alla commissione d’esame, presieduta dai comandanti della polizia municipale Ermano Mazzoni e Stefano Poma. Dalla valutazione dei candidati è uscito il nome di Stefano Gulminelli, cui spetterà il compito di rilanciare e riorganizzare tutto il Corpo della polizia locale, sebbene in questo senso abbiano già lavorato i sostituti che hanno ricoperto il ruolo in questi mesi, a cominciare da Ermanno Mazzoni, poi rientrato alla Municipale Tresinaro Secchia. Tra i problemi della polizia della Val d’Enza, la carenza di organico: 25 i vigili in servizio, mentre in base ai parametri “normali” dovrebbero essere 42.

Nel frattempo prosegue il processo ai tre ex vigili finiti alla sbarra e già tutti licenziati – Tito Fabbiani (vicecomandante), Annalisa Pallai (agente e compagna di Fabbiani) e Cristina Caggiati (comandante) – contro i quali si sono costituiti parte civile gli 8 sindaci dell’Unione Val d’Enza e anche cinque agenti del Corpo.

Tito Fabbiani, 56 anni, pendono una sfilza di accuse: induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, truffa e maltrattamenti. È nei guai per aver usato privatamente una pattuglia (un’auto Mazda CX3) comprata con l’avallo della comandante Caggiati, di aver mobbizzato i colleghi e aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”) assieme alla compagna ed agente di polizia municipale 46enne Annalisa Pallai. Quest’ultima sarebbe accusata solo di truffa. Infine le imputazioni a Cristina Caggiati, 52 anni: abuso d’ufficio (in concorso con Fabbiani per la vicenda dell’auto di servizio) e omessa denuncia. —

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