Morto a 74 anni Ugo Egidio Toni volto storico del volontariato
Villa Minozzo, in lutto la Croce Verde e “Il cuore della montagna”, che contribuì a fondare. Era stato capo soccorso piste a Febbio. Il funerale sabato 5 ottobre alle 15
VILLA MINOZZO. La fotografia che lo ritrae con la divisa di capo soccorso piste della Croce Verde è quella che dà la più fedele immagine di lui. Perché Ugo Egidio Toni era un volontario storico, che amava la montagna e si prodigava per il bene degli altri. Sempre ottimista, sembrava non lo potesse fermare nessuno. Lo ha fatto un tumore, diagnosticato a marzo scorso e ormai in fase avanzata. . Toni si è spento così, ieri, a 74 anni. Era ricoverato da sette giorni al Core di Reggio Emilia, dove aveva dovuto fare già diversi ingressi dal momento della diagnosi. Con lui se ne va un pezzo della storia del volontariato del nostro Appennino.
Toni, infatti, colpito a soli 38 anni da un infarto dal quale si riprese grazie alle cure mediche e a una tempra non comune, fu uno dei fondatori dell’associazione “Il cuore della montagna”, che tuttora si prodiga per l’organizzazione di eventi e la raccolta fondi finalizzata all’acquisto di macchinari e ambulanze per gli ospedali del territorio. Poi entrò nella Croce Verde e divenne capo soccorso piste a Febbio, ma all’occorrenza guidava le ambulanze o si prodigava in molte altre mansioni.
«Mio padre era un uomo intelligente e pieno di interessi – racconta la figlia Sabrina – Era molto forte e simpatico. Non si buttava mai giù, un grande ottimista. A 50 anni subì tre interventi per by pass e dopo un mese era già dietro a sciare. Una ripresa incredibile, morale e fisica, per la quale dobbiamo ringraziare prima di tutto il dottor Umberto Guiducci, poi il figlio, il dottor Vincenzo Guiducci e il dottor Gianni Zobbi. Amava la montagna e dedicarsi agli altri, soprattutto i montanari, e riusciva a farlo grazie a chi lo ha sempre supportato, come l’ex presidente della Croce Verde, ora sindaco, Elio Ivo Sassi».
Ormai in pensione Toni a soli 23 anni era capo reparto alla Lombardini motori, mentre proseguiva gli studi universitari e già doveva pensare alla famiglia. La laurea in matematica purtroppo non la conseguì, ma divenne ugualmente un professionista specializzato nella programmazione informatica. Fondò un’azienda, la Ire, che condusse per oltre 15 anni e poi si dedicò alle consulenze. Negli ultimi anni, ormai in pensione, si era appassionato di droni: sue molte riprese dall’alto dell’Appennino reggiano.
Toni lascia la moglie Francesca Canovi, la figlia Sabrina, le sorelle Ginevra e Santina, il cognato Vilson Canovi. Per lui è in lutto tutto il mondo del volontariato. Il funerale si svolgera sabato 5 ottobre, con partenza alle 14 dalla camera ardente al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Alle 15 la funzione religiosa in chiesa a Villa Minozzo. Quindi la sepoltura nel cimitero locale.
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