Per la morte di Riccardo parlano i suoi genitori «Sbagliata la dinamica»
REGGIOLO. La settimana scorsa – in tribunale a Mantova – ha patteggiato un anno di reclusione (sospesa anche la patente per due anni) il 27enne Davide Braghiroli che il 14 settembre 2015 investì e uccise il reggiolese tredicenne Riccardo Roversi mentre, sulla sua bici da corsa, stava facendo un giro con il nonno.
La Bmw di Braghiroli ebbe un impatto violentissimo sul giovane in bicicletta. Riccardo sbattè la testa contro il parabrezza dell’auto e ricadde sull’asfalto.
I medici tentarono il possibile per cercare di rianimare il 13enne, ma fu tutto inutile. Il suo cuore, di lì a poco, cessò di battere. Straziante il dolore dei genitori che accorsero dal bar “La Rana” di Reggiolo, di cui sono gestori. Si strinsero forte al nonno in lacrime e non si staccarono dal corpo del figlio senza vita.
Una tragedia che colpì duramente la famiglia del ragazzo, a cui comunque non mancò l’abbraccio affettuoso e la solidarietà di tutta la comunità di Reggiolo.
Ora, attraverso i loro legali, i genitori di Riccardo fanno alcune precisazioni.
«Rappresento che la dinamica riportata nell’articolo non è esatta – fa sapere l’avvocato Helmut Bartolini che tutela il padre Denis Roversi – tra l’altro Riccardo precedeva il nonno e non viceversa. In ogni caso il giovane ciclista Riccardo Roversi non ha avuto alcuna responsabilità nel sinistro e sono in corso ulteriori procedimenti giudiziari, diversi da quello penale conclusosi, che lo dimostreranno».
Dello stesso tenore quanto sottolinea l’avvocato Vera Sala che assiste la mamma Natalia Catellani: «Riccardo precedeva il nonno e non viceversa; Riccardo non “allargava verso il centro della strada”, ma, immettendosi da una laterale, effettuava una manovra di svolta a sinistra con direzione Reggiolo e non con direzione Moglia, come scritto nell’articolo; al momento dell’impatto il minore si trovava già al centro della carreggiata; non sono state rilevate tracce di frenata. È in corso la valutazione di ulteriori azioni – termina l’avvocato Sala – al fine di vedere accertata e dichiarata l’assenza di responsabilità attribuibili al minore». —
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