«Situazione migliorata si sono spostate a Pieve Qui solo trans e viados»
reggio emilia. «Qui ormai si vedono solo trans e viados alti due metri». Il tema è molto sentito e dibattuto da anni eppure nella frazione di Villa Cella, un fazzoletto di via Emilia ormai specializzatosi in offerte specifiche, il sentore è quello di un fenomeno in attenuazione rispetto al passato.
Il picco delle protesta contro la prostituzione risale al 2013-2014, quando i cittadini di Cella allestirono addirittura delle ronde volontarie – seguite da ordinanze per identificare e scoraggiare all’istante i clienti – accendendo i fari su quella che all’epoca era la zona a luci rosse, con il corollario conseguente di rapine e pestaggi.
«Ci siamo battuti con le ronde e la situazione è migliorata: non è più un’emergenza. La frazione si è sanata pian piano – dichiara Mario Artoni, uno dei protagonisti di quel movimento – Intendiamoci, non è che ci siano stati interventi risolutivi e non è che il fenomeno sia scomparso. La prostituzione si è solo spostata lungo la via Emilia, in parte verso Parma e in parte verso Pieve».
«Non sono un esperto. Posso dire che, quando giochiamo a pinnacolo il venerdì sera fino a mezzanotte, di prostitute non se ne vedono – conferma Ivan Tagliavini, del circolo Arci di Cella – Però andando verso Cadè si trovano».
«Il punto è che i cittadini non si uniscono più per combattere il sesso a pagamento. Ci vorrebbe più impegno», osserva più agguerrito un 70enne del controllo di comunità di Pieve. «È successo lo stesso a Pieve: abbiamo lottato per un po’ quando le prostitute erano vicino all’Eurospin, ora si sono spostate di pochi metri, sulla rotonda all’inizio della tangenziale. Ma non è cambiato nulla».
È la sindrome Nimby (not in my back yard): i reggiani della periferia non sono infastiditi dalla prostituzione, purché avvenga nel cortile del vicino. Il residente, che preferisce restare anonimo, racconta: «Per un certo periodo ho avuto le prostitute nel cortile della mia abitazione e le assicuro che è un brutto spettacolo. Schiamazzi notturni, fazzolettini e sporcizia ovunque. Mia moglie ha fermato un bimbo che mentre andava a scuola ne stava raccogliendo uno. D’estate è peggio: quando giro di notte in bicicletta non posso passare senza essere abbordato. Penso ai miei figli e ai miei nipoti: bell’esempio...». —
Am.P.
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