Gazzetta di Reggio

Reggio

il lutto 

Anche Reggio piange i poliziotti di Trieste

Ambra Prati

Decine di telefonate dei cittadini, alcuni hanno portato di persona fiori in questura. Alle 9 un minuto di silenzio negli uffici

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Un minuto di silenzio: tutti gli uffici della questura di Reggio Emilia si sono fermati, ieri alle 9, per un momento di raccoglimento in memoria dei due agenti vittime della sparatoria di Trieste. Pierluigi Rotta, 34 anni, e Matteo Demenego, 31, sono stati uccisi da un ladro di motorino dominicano con disturbi psichici, che si era costituito insieme al fratello: una volta all’interno degli uffici della questura, l’uomo ha chiesto di andare in bagno, poi si è impossessato della pistola di un agente e ha iniziato a sparare all’impazzata, svuotando un intero caricatore e ferendo un terzo agente.

Una tragedia inaspettata – non si ricorda una sventura simile negli ultimi decenni – che ha suscitato profonda commozione in tutta Italia. Anche Reggio ha pianto i poliziotti caduti, sia con un movimento spontaneo da parte dei cittadini (alcuni hanno telefonato, altri si sono presentati di persona, portando dei fiori), sia con messaggi di cordoglio da parte delle autorità civili e militari.

«Abbiamo registrato decine di espressioni di solidarietà dei reggiani, che hanno chiamato il 113 o la centrale operativa per esprimere affetto. Alcuni si sono presentati con dei fiori: li abbiamo deposti sul cippo dei caduti nel cortile interno – fa sapere l’ufficio stampa di via Dante – Abbiamo sentito la vicinanza anche delle autorità. Il prefetto Maria Grazia Forte, il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, il comandante della Guardia di Finanza Edoardo Moro, il colonnello dei carabinieri Cristiano Desideri, il comandante della Municipale Stefano Poma: tutti hanno espresso solidarietà al questore».

Da parte sua il questore Antonio Sbordone, senza parole, ha ringraziato «le numerose persone che hanno voluto concretamente sostenere la polizia di Stato in questo momento di lutto».

Mentre a Roma le Volanti schierate hanno acceso i lampeggianti davanti all’altare della Patria in una coreografia notturna e nella vicina Parma è stata allestita una cerimonia pubblica, a Reggio Emilia si è preferito il basso profilo e ci si è limitati a un gesto simbolico quasi privato.

«Ho sentito il personale di Reggio e quello di Trieste. È un frangente triste, non voglio aggiungere altro», ha dichiarato Isabella Fusiello, l’ex questore che dopo Reggio ha ricoperto il medesimo incarico a Trieste, lasciata a fine gennaio per passare al Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Roma.

Sull’uccisione dei due agenti «nell’adempimento del proprio dovere» il prefetto di Reggio Emilia Maria Grazia Forte ha espresso «la vicinanza e la solidarietà della Prefettura nei confronti delle famiglie delle vittime e della polizia di Stato. Sottolineo la riconoscenza e la considerazione per il quotidiano impegno degli operatori di polizia», facendosi interprete «di quei sentimenti espressi anche dai cittadini reggiani».

«La polizia è da sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità, con professionalità e coraggio. Quanto accaduto a Trieste è una ferita profonda che ci colpisce tutti come comunità», è stato il messaggio del sindaco Luca Vecchi. —





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