«Più polizia vuol dire più sicurezza anche per tutti noi»
REGGIO EMILIA. L’arrivo e la presenza del vescovo sono stati tenuti sotto controllo, con molta discrezione, anche dalla polizia, anche se come era facilmente prevedibile l’incontro si è concluso in un clima di festa, senza il benché minimo problema.
La presenza della polizia alle Reggiane è faccenda quasi quotidiana. La maggioranza degli immigrati che ha trovato rifugio fra le rovine dei capannoni è in regola con le norme sull’ingresso in Italia e non ha quindi nulla da temere da un controllo degli agenti, anzi c’è chi si sentirebbe più al sicuro con una maggiore presenza di forze dell’ordine.
Lo dice chiaramente uno dei partecipanti alla preghiera con il vescovo, un ghanese che vive qui da un pezzo: «Chiamerei io stesso la polizia – dice mentre esce dal capannone allestito a chiesa portando al collo il rosario donato da Camisasca – ma il fatto è che poi finiamo per essere controllati sempre noi. Il problema sono altre persone, di altre nazioni, che si riversano su piazzale Europa, e che vanno a spacciare, o a fare altro, e poi vengono qua per dormire. Noi non c’entriamo con tutto questo». —
A.M.
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