Torce elettriche come i fuochi per collegare la Pietra a Luceria
Grazie a Cai e Comune verrà replicato oggi l’antico metodo di comunicazione Veniva utilizzato da Liguri e Romani: mandavano segnali con fumo e fiamme
Castelnovo Monti. Un’usanza antichissima che viene riportata in vita con mezzi moderni, per rappresentare in modo visibile un legame profondo tra territori e popoli, e tra questi e la loro storia.
Oggi sarà coinvolta anche la Pietra di Bismantova, grazie alla collaborazione della sezione Cai di Castelnovo Monti, nel grande “collegamento ottico” tra Luni, Veleia e Luceria, nei territori degli antichi Liguri e Romani. Si tratta della seconda edizione di questo affascinante progetto curato dall’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano.
Il concetto è semplice: grazie a una serie di moderne torce elettriche vengono ricostruiti collegamenti ottici, a grande distanza, che attraverso segnali in codice fanno passare rapidamente, oggi come migliaia di anni fa, messaggi dal sito archeologico di Luni, in provincia di La Spezia, alla Pietra di Bismantova, e poi fino al teatro romano di Veleia (Piacenza) e al sito archeologico di Luceria, collegando tre città di fondazione antichissima e rinnovandone l’identità storica.
Anche chi non è appassionato di storia antica può farsi un’idea di questa modalità di comunicazione, perché magari la ricorda in letteratura o al cinema, per esempio, ne “Il Signore degli anelli”, in cui si trova una citazione evidente. Ma le radici storiche, testimoniate da documenti e monumenti antichi, sono davvero interessanti: i Greci, sin dai primordi della loro civiltà, costruirono una lunga serie di stazioni, vigilate da sentinelle, da cui si potevano emettere segnali con fumo e fiamme, in grado di giungere sino a postazioni tra loro lontanissime. Uso ripreso e perfezionato anche nel mondo romano, fin dagli antichi abitanti dei sette colli.
Nel momento in cui i possedimenti di Roma si allargarono sino a comprendere gran parte della superficie terrestre conosciuta, era stato realizzato un efficace servizio per collegare l’Urbe con le altre città e le sue tante province, con una grande quantità di torri, poste a idonea distanza l’una dall’altra, in grado di ricevere un messaggio e inoltrarlo alla successiva. Durante l’impero di Augusto tale sistema era diffuso su tutto il territorio imperiale e perfettamente funzionante. Una delle testimonianze più e importanti è un fregio della Colonna Traiana.
Ora tre città di fondazione romana nel territorio che era stato dei Liguri (come dimostra il ritrovamento di oggetti e iscrizioni) unite anche dalla storia romana che ne ascrive la fondazione a breve distanza l’una dall’altra, saranno di nuovo collegate con questa modalità, coinvolgendo anche i territori attraversati da questo segnale, tra i quali la Pietra, grazie alla collaborazione che il Comune di Castelnovo ha voluto dare al progetto, e alla sua posizione di “sentinella” dell’Appennino, così come anche la torre di Rossenella, altro punto coinvolto nel progetto. Informazioni allo 0522-811.939. —
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