Ora si guida pure con il tablet sul cruscotto
La polizia stradale di Reggio Emilia annuncia tolleranza zero verso i furbetti del telefonino, pattuglie in borghese per scovarli
reggio emilia. Il cellulare al volante: l’ultima “moda” ad alto rischio – che può costare cara, se si viene pizzicati dalla polizia stradale – è restare collegati a WhatsApp appoggiando il cellulare sulle ginocchia e continuando a chattare mentre si guida. Oppure, addirittura, tenere il tablet appoggiato sul cruscotto.
Mentre il nuovo codice della strada, che il precedente Governo aveva promesso entro la fine dell’anno, inasprirà la severità (previste maxi multe fino a 647 euro) per gli inseparabili del cellulare, il comando della Polstrada di Reggio Emilia ha preannunciato la tolleranza zero verso i furbetti del cellulare: i servizi mirati proseguiranno nelle prossime settimane con pattuglie di agenti in borghese, alle quali sarà affiancato il personale dei distaccamenti di Guastalla e Castelnovo Monti.
La perenne connessione è il rovescio della medaglia della tecnologia, un costume sociale che tende a spostare sempre un po’ più in là il confine del comportamento lecito al volante. Proprio per contrastare l’uso indiscriminato e pericoloso dei telefoni cellulari alla guida, la polizia stradale di Reggio Emilia ha effettuato negli ultimi giorni dei servizi specifici, mirati a colpire e prevenire quella che oggi è la causa numero uno degli incidenti stradali.
L’esito dei controlli ha confermato come il fenomeno del telefonino al volante sia ormai dilagante, in spregio alle più elementari norme di sicurezza. Si pensi che su un centinaio di conducenti verificati, oltre il 30% è risultato distratto dal piccolo schermo e quindi non in regola con il codice stradale: in pratica, se la campionatura rispecchia la realtà, tre-quattro automobilisti su dieci hanno l’abitudine di continuare a guardare lo schermo mentre viaggia. Una percentuale impressionante, un vizio che mette a repentaglio la propria e l’altrui incolumità.
Quattro gli automobilisti sorpresi con una mano sul cellulare e l’altra sul volante, che erano già stati multati in passato: la recidiva (che scatta quando si commette la medesima infrazione nel corso dell’ultimo biennio) è severamente punita con il ritiro della patente di guida per la successiva sospensione (da uno fino a tre mesi) che dovrà essere emessa dalla prefettura.
Tra i reggiani fermati, gli agenti del comando di viale Timavo si sono trovati di fronte anche a una decina di automobilisti che tenevano il cellulare appoggiato sulle gambe e aperto su WhatsApp, mentre altri quattro avevano il tablet posato sul cruscotto: non proprio l’ideale per prestare attenzione alla strada.
Altri ancora stavano trasportando i figli minori senza assicurarli ai seggiolini appositi e perciò sono stati multati con relativo “taglio” dei punti dalla patente. —
Ambra Prati
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