Gazzetta di Reggio

Reggio

Una gavetta firmata racconta il viaggio senza ritorno Poviglio-Ledro-Balcani

luca Bigliardi
Una gavetta firmata racconta il viaggio senza ritorno Poviglio-Ledro-Balcani

Cimeli della Prima Guerra Mondiale. Un nostro lettore (omonimo) sulle tracce del caduto Eugenio Bigliardi che morì di gas in Macedonia 

5 MINUTI DI LETTURA





storie

Un lettore della Gazzetta ci ha inviato questa storia: dentro la Grande Guerra, il rinvenimento di un cimelio e di una lunga parentela reggiana.



luca Bigliardi

Squilla il telefono. “Luca? ciao, sono Paolo, ti telefono dal museo... ho trovato qualche cosa che ti potrà interessare...”

Così inizia l’avventura.

Sono un commerciante ho un’attività in centro storico, faccio parte del Museo della Cavalleria di Reggio Emilia, da sempre mi impegno per una sua promozione.

Sono appassionato di tecnologie del passato, sia militari che civili e quando rinvengo dei reperti storici avvia ricerche e indagini.

la telefonata

Mi è dunque arrivata una telefonata da un mio “collega” di Toscolano Maderno, anch’egli appassionato di cimeli. Avvisa che è stata trovata una gavetta utilizzata e poi perduta, risalente alla prima guerra mondiale, con inciso a mano un cognome. Pulendola si scopre che il cognome è identico al mio. Ho un fremito. Ma come, Bigliardi Eugenio, un mio potenziale parente ha combattuto il primo conflitto mondiale? Inizio a fare ricerche. Spulcio fra le carte lasciate da mio nonno classe 1901, fra le foto, ma niente, non ci sono collegamenti. A malincuore richiudo il raccoglitore e penso: se ci fosse un altro con il mio stesso cognome che magari con i suoi ricordi mi può far arrivare a consegnare l’oggetto ai discendenti? Parto in quarta. Coadiuvato dal mio collega bresciano esperto di ricerche in ambito militare ed in particolare di battaglie combattute sulle alture fra i laghi Garda e Ledro dal 1915 al 1918, riesco a risalire ad un militare in forza al 61° Reggimento Fanteria. Ora però si tratta di andare a ricercare i discendenti. Comincio a telefonare, recarmi nei paesi di origine a far domande. Scopro che il vice sindaco di Poviglio, luogo di nascita del milite proprietario della gavetta, porta lo stesso cognome. Chiedo ausilio all’anagrafe comunale. Intanto che le indagini avanzano, ma lentamente, mi faccio prendere la mano e comincio a fare ricerca di tutti i caduti con il mio cognome.

Con il mestiere che faccio, che mi fa contattare persone di varie età (anche se le macchine per cucire sono retaggio più delle nonne che delle nipoti) e conoscendo molte persone, riesco ad avere l’aiuto dell’associazione Istoreco che compie ricerche sulle due Guerre, del contributo dell’associazione Fanti d’Italia o dei siti che raccolgono dati sui caduti basandosi su registri originali dell’archivio di Stato. Quanta gente fra morti, dispersi o ancora purtroppo sepolti lontano dalle loro città o paesi...

la vacanza

Arriva l’ora di andare in vacanza e quale occasione migliore per studiare da vicino i luoghi dove sono state combattute le battaglie dei nostri fanti? Giusto, partiamo per il Lago di Ledro, la zona dov’è stata ritrovata la gavetta.

Primo giorno: appena arrivati e posati i bagagli, cartina alla mano, tento di pianificare una spedizione, coadiuvato dalla moglie che, pure lei entusiasta per la gita in montagna, mi aiuta nello studio.

Sorge un dubbio: ma con queste montagne come facciamo a raccapezzarci? Noi siamo abituati a vacanze marittime, all’estero o con la moto scorrazzare per il nostro Appennino.

Interrogando i residenti e visitando i vari musei dei paesini nei dintorni, ci possiamo fare un’idea di come organizzarci. Perciò come prima sosta il museo di Bezzecca anche se piccolo ma organizzato bene, che comprende anche un reparto della Guerra di Indipendenza in onore a Garibaldi.

Seconda visita, a pochi metri di distanza dal museo, alle trincee e gallerie scavate dalle truppe italiane per fronteggiare gli austriaci.

Secondo giorno: inforchiamo la motocicletta e percorriamo le ripide stradine di montagna per arrivare alla cima e godere dei panorami mozzafiato o inoltrandoci fra boschi immensi. Il pensiero corre a tutti quei militari che hanno marciato, scalato e spinto i cannoni su quei dirupi o scavato a mano le trincee.

Mentre scendiamo, mi ritornano in mente i nomi delle montagne conquistate e a volte perdute dai due schieramenti: monte Stigolo, cima Palone, cima Vies, monte Nozzolo. Continuando nella discesa ci fermiamo in un ristorante per la cena. Molto pittoresco, tipico del luogo, tutto arredato in stile montanaro, “tutto realizzato a mano... con queste mani” mostrandole piene di calli.

Terzo ed ultimo giorno di vacanza. Lago e sole. Purtroppo per la mia consorte di sole se n’è visto poco, o perlomeno a sprazzi, perché mi hanno detto che in montagna è così, sole adesso, fra due minuti si oscura se non piove. Pranzo rapidissimo e poi di nuovo in sella alla moto per far visita ai paesini e acquistare qualche ricordo alimentare tipico della zona.

Al mattino dopo si è già pronti per il ritorno a casa, con in testa tanti bei ricordi ed un’esperienza unica, il ricercare i posti dove ha vissuto il trauma della guerra un soldato a me caro anche se sconosciuto.

cambio di fronte

Torniamo ora alla ricerca per la gavetta. Le telefonate compiute e le parole spese fra potenziali parenti, danno i loro frutti. Cominciano a capire che quello che sto facendo - ricercare discendenze del militare - è una occasione per riunire attorno a lui una famiglia e commemorarlo come merita. Risultato: soldato Bigliardi Eugenio di Bigliardi Emilio e Emerenziana Trombari nato a Poviglio il 10 ottobre 1888, residente a Poviglio (ufficio leva di Poviglio matricola 18398), arruolato il 24 maggio 1915, destinato a territorio di guerra il 26 maggio 1915 con il 61° Reggimento di fanteria. Trasferito a Taranto l’8 agosto 1916 per essere poi imbarcato per la Macedonia ove trovò la morte il 9 maggio 1917, sulla tragica Quota 1050, teatro di scontri drammatici a causa del lancio di gas velenosi da parte dell’esercito austro-ungarico.

cerimonia

Sono pronto ad organizzare una cerimonia per la consegna del reperto ai legittimi pronipoti. Sono in attesa di questa manifestazione Associazione Fanti d’Italia, Associazione Cavalleria, Museo della Cavalleria di Reggio Emilia, Istoreco, “Gruppo di Ricerca” di Toscolano Maderno, come responsabili del ritrovamento e naturalmente io, novello ricercatore, amante della storia. I discendenti piano piano si fanno avanti e tutti sono d’accordo di lasciare la Gavetta in custodia al Museo della Cavalleria in modo da poterla far visionare a tutti i parenti e a tutte le persone che lo frequentano.

Mi rendo conto che quello che sto facendo si sta rivelando veramente impegnativo, ma lo faccio con piacere, sono orgoglioso di ridare il giusto onore a chi ha donato la propria vita per la libertà.

Un ringraziamento a chi sta collaborando all’evento: “Gruppo di Ricerca di Toscolano Maderno, museo “Cimeli della Grande Guerra” di Toscolano Maderno , Associazione “Arma di Cavalleria Reggio Emilia, museo sala storica “Arma di Cavalleria di Reggio Emilia, associazione “Fanti Meccanizzati sezione di Reggio, Istoreco di Reggio Emilia, Comune di Poviglio L’invito è rivolto a tutta la popolazione per presenziare la consegna del cimelio il 12 ottobre presso il museo dell’Arma di Cavalleria via Emilia San Pietro 46 a Reggio Emilia, ore 10.30. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google