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Code al passaggio a livello Colpa di un’auto indisciplinata

Daniela Aliu

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Bibbiano. Ieri mattina, verso le 8.10, al passaggio a livello di Barco si è formata l’ennesima lunga colonna di automobili ferme sulla strada provinciale 28, che collega Barco a Montecchio.

Sul disagio creato in questi giorni dalle sbarre che rimangono ferme a lungo si è parlato più volte, ma ieri a causare il ritardo è stato proprio un automobilista indisciplinato. Il treno Reggio-Ciano in transito a quell’ora (e successivo a quello di cui riportiamo nell’articolo sopra) trasportava studenti e lavoratori verso Reggio Emilia e ha avuto un ritardo di mezz’ora. Alla chiusura delle sbarre del passaggio a livello, alle 8.10, un automobilista ha accelerato mentre le sbarre stavano scendendo e non si è fermato neppure dopo l’urto: è passato dall’altra parte e se ne è andato con la tettoia dell’auto rigata. Le sbarre così non hanno raggiunto la posizione orizzontale, la sola che consente poi il passaggio del treno, ed è scattato il sistema di sicurezza che ha bloccato tutto.

Il responsabile Fer, Carlo Alberto Lunghi, è intervenuto per spiegare l’accaduto: «Le sbarre dei passaggi a livello devono scendere fino in fondo. Si tratta di dispositivi che monitorano la situazione. In questo caso hanno perso il controllo della chiusura totale non per un guasto (così come verificato dal manutentore recatosi subito sul posto), ma per via di un’auto che, nonostante la chiusura della sbarre, ha voluto proseguire a tutti costi per andare dall’altra parte. Il sistema di sicurezza ha mandato il segnale rosso al macchinista, non consentendo al treno Reggio- Ciano di proseguire: è rimasto fermo per più di venti minuti, fino alla soluzione del problema. Nonostante tutte le problematiche, facciamo un appello agli automobilisti a rispettare i passaggi a livello e a non causare inconvenienti che, a loro volta, provocano altri ritardi, sia per le auto che per le linee dei treni che, a quell’ora, trasportano studenti e operai. I disagi e i ritardi sono così per entrambi: gli automobilisti e gli studenti».

Intanto, sull’accaduto, i vertici Fer procederanno a segnalare tutto alle forze dell’ordine. La polizia locale Unione Val d’Enza interviene per voce dello stesso comandante Pierpaolo Ugoletti. «Nel giro di pochi giorni abbiamo avuto due casi diversi, ma che hanno causato parecchi problemi. Oggi è importante essere responsabili avendo il senso civico di fermarsi. Causare un danno e scappare (come è successo in questi giorni) non è un comportamento adeguato e civile, bisogna essere responsabili sempre sia verso se stessi e sia verso gli altri».

Intanto continuano lo sfogo degli automobilisti. Le lunghe colonne in entrambi i lati lungo la provinciale 28 causano parecchi malcontenti. La maggior parte dei conducenti, al di là dell’incidente di ieri mattina, punta il dito su un sistema che va cambiato e rivisto. «Non si può – spiega un lavoratore di Barco – stare fermi per trenta minuti. Arrivo sempre in ritardo al lavoro, spero che tutto cambi in fretta». È c’è anche un aspetto ecologico: una cittadina invita i conducenti a spegnere le auto ferme in fila che restano accese per oltre venti minuti causando anche e sempre di più danni ambientali. —

Daniela Aliu

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