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Degrado all’ex Pala-Arbor «Nessuno muove un dito»

Mauro Pinotti

Nuovo sfogo della vicina dell’area su cui avrebbe dovuto sorgere il palazzetto «Scommetto che se qui abitasse un assessore sarebbe stato tutto risolto»

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NOVELLARA. Sulla Provinciale Nord, nella lottizzazione denominata ex Pala-Arbor, è nato spontaneamente un vero e proprio bosco. Alcuni rami hanno sovrastato un muro di cinta e stanno invadendo il tetto di un garage di una donna che abita proprio a fianco dell’area dismessa. Vilma Paviani, pensionata, è imbufalita sia per il grave stato di degrado in cui versa l’area, sia per l’immobilità da parte delle istituzioni pubbliche e del curatore fallimentare.

La situazione è complicata e, al momento, non c’è verso di sbloccarla. Recentemente la signora Paviani si è rivolta anche all’Ufficio ambiente e igiene pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia. È bastato un breve sopralluogo, per il funzionario, per verificare la presenza della vegetazione selvaggia, ma soprattutto la pericolosità del muro di cinta che sta ricevendo la spinta dei rami delle piante che crescono, con il rischio di farlo crollare.

«Qui, nonostante le precisazioni, sopralluoghi, piccoli interventi non è cambiato nulla – dichiara la pensionata –. Anzi, la situazione è peggiorata, e ne ho piene le tasche di essere presa in giro. E allora, cari amministratori, vi decidete a fare qualcosa o devo portarvi qualche biscia o topone in Comune a Novellara? Scommetto che se il sindaco o qualche assessore abitasse vicino ad uno schifo simile avrebbe già sistemato tutto. Invece ci abito io, che sono una rompiscatole, e allora tutti se ne fregano».

Dalla recinzione che corre a lato dell’abitazione di Vilma Paviani, i tondini di ferro spuntano dall’armatura in cemento. «Ho scoperto tra l’altro – racconta la donna – che questo muro è irregolare perché è stato costruito sul confine, mentre invece doveva essere rispettata la distanza di 1,5 metri, pertanto siamo di fronte ad un presunto abuso edilizio».

Dopo l’ennesima protesta di Vilma Paviani, la sindaca Elena Carletti aveva spiegato la vicenda lunga e complicata dell’ex Pala-Arbor, che ha preso il nome dell’azienda che operava in zona quasi 20 anni fa, poi diventata Stromab, e dove avrebbe dovuto sorgere un palasport. E anche se Vilma Paviani si è più volte recata in Comune a Novellara per segnalare ad amministratori e responsabili dell’Ufficio tecnico che la situazione, di fianco alla sua abitazione, peggiorava continuamente, non è riuscita ad ottenere nulla, salvo qualche piccola opera di sfalcio. E sembra che neppure il commercialista, il dottor Franco Rossi, riesca a trovare qualche soluzione allo scopo di alleggerire i disagi alla vicina di casa, dato che l’area è sotto fallimento.

Il 20 febbraio 2015 l’Ufficio ambiente con Arpae ed Ausl avevano effettuato un sopralluogo rilevando «un cumulo di rottami edilizi macinati di dimensioni consistenti, derivante dalla demolizione in loco del precedente opificio; un contenitore metallico, in cui è stato stoccato del materiale ferroso nonché un’estrema situazione di degrado e abbandono con notevole sviluppo spontaneo di arbusti e sterpaglie con proliferazione di insetti e ratti; formazione di ristagni d’acqua dovuti ad avvallamenti del terreno; impaludamento d’acqua in prossimità di un pozzo attivo». Proprio quello che da 15 anni denuncia Vilma Paviani, che ha la casa confinante con la lottizzazione tutt’ora in attesa di essere bonificata. —

Mauro Pinotti

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