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il retroscena 

Imputato di Aemilia condannato a 8 anni attende l’Appello

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Salvatore Silipo è attualmente in carcere, perché deve scontare una pena divenuta definitiva. Attende l’Appello a Bologna del maxiprocesso Aemilia: in primo grado è stato condannato a 8 anni di reclusione per un’estorsione con l’aggravante mafiosa. Il giorno della sentenza – cioè il 31 ottobre 2018 – era sbottato nell’aula-bunker quando aveva appreso l’entità della condanna: «Non c’entro nulla con quel reato!» grida. Un gesto rabbioso, un vociare rancoroso fino all’uscita con i carabinieri che lo tengono d’occhio. Precedentemente, nell’udienza del 16 ottobre 2018, prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio per scrivere la storica sentenza, Silipo aveva sfruttato fino in fondo la possibilità di difendersi, tramite un’accalorata dichiarazione spontanea: «Sono 20 anni che faccio reati ed entro ed esco dal carcere, non sono un angioletto, non faccio recite. Ma i miei reati sono individuali. Non so cosa faccio qui in un’aula di stampo mafioso».

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