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giustizia in lutto 

Morto Spaccapelo civilista di fama in aula e in ateneo

T.S.
Morto Spaccapelo civilista di fama in aula e in ateneo

Legale e assistente universitario l’82enne è deceduto in ospedale dopo un anno di sofferenze legate ad una grave malattia Ieri i funerali in forma privata

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REGGIO EMILIA. La triste notizia è filtrata ieri, a funerali avvenuti. Dopo un anno di sofferenze, è morto a 82 anni Benito Spaccapelo, figura di primo piano in ambito civilistico, sia come avvocato (ha svolto la professione dal 1967 al 2014), sia come assistente universitario di lunga data all’Università di Parma.

Figlio di un ufficiale giudiziario trasferitosi a Reggio Emilia per lavoro, Spaccapelo aveva studiato e lavorato tanto per affermarsi. La moglie Magda ricorda ancora gli inizi nello studio legale Cadoppi, quando doveva farsi strada arrivando “da fuori” e quindi non conoscendo proprio nessuno. Anni e anni di lavoro assoluto, senza mai un momento di sosta, neppure nei fine settimana. Una volta affermatosi nell’attività forense, era stato consigliere dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia per diversi mandati, oltre che conciliatore e formatore dei giudici di pace. Un cammino votato al diritto che hanno ben conosciuto due colleghi quasi coetanei. «Oltre che assistente universitario molto ascoltato – sottolinea l’avvocato Franco Mazza – Spaccapelo ha interpretato la professione d’avvocato nel modo più vero, cioè consulente ed amico di chi si rivolgeva a lui, impegnato a dare la soluzione migliorativa, con il contenzioso come ultimo approdo e solo se inevitabile». Gli fa eco l’avvocato Eugenio Chierici: «Un civilista profondo conoscitore della materia, punto di riferimento per tanti, affabile, sempre disponibile al confronto con i colleghi. Se ne va una componente importante dell’avvocatura reggiana». Toccante il ricordo del genero – l’avvocato Marco Napoli – che porta avanti lo studio legale: «È stato il mio maestro, in un mestiere che non si può insegnare, ma solo imparare. Eppure, ha saputo insegnarmi. Precisissimo, ogni pensiero, se ritenuto utile per il lavoro, diventava immediatamente una nota. Era molto generoso e disinteressato». Lascia, oltre alla moglie, i figli Luca e Chiara (quest’ultima ha ereditato dal padre la vocazione universitaria ed è docente di “Ordinamento Giudiziario” all’Università statale di Milano) e la sorella Enrica (avvocatessa). Ieri mattina i funerali in forma privata, poi la sepoltura nel cimitero di San Prospero. —

T.S.

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