Nei guai per un litigio al volante, ma è cieco
Brugnano e il fratello confermano la malattia alla vista: «Mai avuta la patente». Non creduto Silipo: disse che guidava lui
Al centro ieri di un processo davanti al giudice Silvia Semprini un litigio stradale di tre anni e mezzo fa, ma non mancherà il colpo di scena.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, il 12 marzo 2016 un sorpasso azzardato aveva innescato la reazione di un automobilista che, indispettito, aveva suonato il clacson per far notare a chi era al volante la pericolosità di quella manovra. Ma non finiva qui, perché chi aveva effettuato il sorpasso azzardato bloccava di fatto l’altra macchina, spalancava la portiera e rifilava alcuni schiaffi all’automobilista che aveva “osato” suonargli il clacson, per poi prendere a calci la fiancata di quella macchina. Per gli inquirenti il guidatore manesco era Antonio Brugnano (cutrese ora 33enne) finito sotto processo per violenza privata e danneggiamento.
Con lui – alla sbarra – un altro cutrese, cioè il 42enne Salvatore Silipo (ben noto alle forze dell’ordine per i precedenti penali) con l’imputazione di favoreggiamento, perché riferiva ai militari di essere stato invece lui alla guida e di avere avuto un diverbio con l’automobilista da cui era stato aggredito fisicamente.
Ieri in udienza l’uomo schiaffeggiato è presente: si è costituito parte civile tramite l’avvocato Paolo Fornaciari. Viene sentita una persona che ha assistito al litigio stradale: indica in Brugnano la persona che andò in escandescenze. Ma la sorpresa è dietro l’angolo e lascia di stucco.
Il fratello di Brugnano è lapidario durante la deposizione. Parla non solo del problema dalla nascita del familiare con perdita progressiva della vista, il che gli impedisce di guidare un’auto e necessita di essere accompagnato negli spostamenti, inoltre rimarca che dall’8 dicembre 2008 tutta la famiglia non vive più a Reggio Emilia, ma è tornata a Cutro. Quindi esclude completamente il coinvolgimento del fratello nella vicenda.
Con “dichiarazioni spontanee”, anche Antonio Brugnano intende tirarsi fuori da questa storia: «Non conosco chi mi accusa, non potrò mai avere la patente di guida, dal 2008 vivo a Cutro e non mi sono mai mosso da lì». E l’avvocato difensore Romolo Villirillo deposita anche dei certificati medici attestanti la malattia. Se ne riparlerà in aula fra otto mesi. Brugnano esce dall’aula sorretto dal fratello. Alla luce di tutto ciò anche la posizione di Silipo – difeso del legale Mattia Fontanesi – potrebbe cambiare. —
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