Di Grazia: «Assistenti sociali preponderanti sui giudici»
REGGIO EMILIA. Giudici piegati alle decisioni degli assistenti sociali nel sistema degli affidi. È il duro attacco di Salvatore Di Grazia, avvocato esperto di diritto di famiglia, ascoltato dalla commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna, istituita in Regione.
«Il sistema di giustizia minorile – afferma Di Grazia- presenta incongruenze e storture: il ruolo dei servizi sociali, come afferma anche Alfredo Carlo Moro (uno dei padri del diritto minorile), è preponderante, gli stessi giudici esercitano quindi una giurisdizione debole». I giudici, continua, «hanno un rapporto simbiotico con i servizi, il sistema è sbilanciato e non sempre le parti coinvolte vengono preventivamente ascoltate». Insomma, dice l’avvocato, la giustizia minorile, «recepisce in modo quasi passivo le indicazioni che arrivano dai servizi sociali, senza un vero confronto». Per questo, ritiene Di Grazia, la figura del giudice minorile, «dovrebbe invece evolvere in un senso autenticamente giurisdizionale», per affrancarsi da «un condizionamento ideologico».
Il giurista sollecita una riforma, spiegando che «occorrono norme procedurali certe e adeguate, i servizi dovrebbero dare delle informazioni e non fare delle valutazioni». Inoltre, «gli incontri tra servizi sociali, i genitori e i minori dovrebbero essere videoregistrati, questo a garanzia di tutte le parti».
Silvia Prodi (Misto) critica Di Grazia, parlando di «requisitoria di un avvocato, di parte», mentre Paolo Calvano del Pd, contesta che l’allontanamento sia sistematico: «Le statistiche ci dicono il contrario».
In Commissione è stata portata anche la testimonianza del Comitato “Voci Vere”, composto dai ragazzi coinvolti nell’inchiesta della Bassa modenese negli anni ’90 e dalle loro famiglie adottive. A parlare Annalisa Lucarelli e Nicoletta Berni, entrambe madri affidatarie (quest’ultima è la madre di uno dei primi bambini coinvolti nell’inchiesta della Bassa modenese), che hanno criticato duramente la ricostruzione dei giornalisti Trincia e Rafanelli definendola «parziale, falsata e basata su teorie preconfezionate» e hanno chiesto «rispetto per le vittime di quei fatti, risalenti ormai a 20 anni fa».
E sul sistema degli affidi sono state decise: «Per la nostra esperienza il sistema ha funzionato e abbiamo sempre avuto a che fare con persone competenti. Ci sentiamo chiamati in causa perché si dicono dei nostri ragazzi le stesse cose che si dicono oggi del caso Val d'Enza, dai falsi ricordi ai tentativi di suggestione da parte dei servizi. Speravamo in un miglioramento, non certo in un affossamento, del sistema affidi».
Scettico Gabriele Delmonte (Lega), che ha chiesto di chiarire i rapporti del Comitato con Foti e la Hansel e Gretel: «In rete è riportata questa informazione, è veritiera?». Lucarelli ha negato che ci sia un legame: «Hansel e Gretel ha svolto psicoterapia ai bimbi della Bassa modenese, ma sono intervenuti anche tanti altri psicologi». Silvia Prodi (Misto), Roberta Mori (Pd) e Gian Luca Sassi (Misto) hanno condannato i toni “accesi” utilizzati in commissione nei confronti delle due persone audite. —
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